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CES, low-cost all’arrembaggio

Il CES 200 ha evidenziato una nuova importante tendenza: l'assalto del low-cost al mondo dell'informatica. Vari elementi consigliano la produzione di soluzioni meno esose, basate su Linux e pronte all'immediata commercializzazione

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Tra i vari gadget presentati al CES 2008, la fiera della tecnologia che si è tenuta a Las Vegas la scorsa settimana, si è parlato parecchio dei nuovi computer ultra economici, sia portatili che desktop, che hanno di fatto introdotto nei paesi occidentale una fascia di mercato che sembrava destinata ai soli paesi in via di sviluppo. L’ascesa di queste unità economiche è stata trainata principalmente dall’Asus EeePC, il piccolo portatile che ha finora venduto più di 350.000 pezzi e che si appresta a raggiungere entro fine mese anche il mercato italiano. È infatti già preordinabile presso il negozio online della catena MediaWorld, al prezzo di 299 euro. Nel frattempo proprio Asus rilancia ulteriormente presentando due nuovi modelli con schermo più ampio (8 e 8,9 pollici) che andranno ad affiancarsi all’attuale modello da 7 pollici. In futuro sarà inoltre possibile acquistare l’EeePC con un ricevitore WiMAX integrato: un prototipo di questo tipo è stato svelato da Asus alla fiera di Las Vegas. Asus ha inoltre annunciato un accordo con l’operatore statunitense Sprint per la fornitura dell’accesso ad Internet tramite la propria rete WiMax. Anche i nuovi modelli, come il precedente, saranno equipaggiati da Xandros, una distribuzione Linux particolarmente indicata agli utenti abituati ad usare Windows.

Sulla scia dell’EeePC e ponendosi in diretta concorrenza con Asus, Everex ha presentato il notebook ultraportatile CloudBook. Si tratta di un UMPC con uno schermo simile al modello della Asus (7 pollici per una risoluzione di 800×480 px) ma a differenza di questo vanta un processore a frequenza più alta (un Via C7 a 1.2 GHz, contro il Celeron a 900 MH) e un hard disk da ben 30 GB (l’EeePC ha un disco flash da 4 GB). Il CloudBook sarà disponibile negli Stati Uniti a fine mese presso la catena di negozi Walmart ad un prezzo di soli 399 dlr, circa 270 euro, con le stesse modalità di vendita che hanno visto il successo del noto desktop Everex da 200 dlr, 135 euro circa al cambio attuali, le cui scorte sono state esaurite in brevissimo tempo, con volumi di vendita ben oltre le aspettative. Come il fratello fisso, il CloudBook sarà animato dal sistema operativo gOS, una distribuzione Linux derivata da Ubuntu e studiata per un accesso immediato ai servizi online, con una particolare propensione all’utilizzo di prodotti di Google.

Anche Shuttle, l’azienda nota soprattutto per le sue soluzioni barebone, ha deciso di entrare nel mercato dei computer ultra economici con l’introduzione del KPC, un desktop compatto dal design curato, in quattro colori ed equipaggiato con un processore Intel Celeron, un chipset 945GC, un disco da 60 GB o 80 GB e 512 MB di memoria RAM. Esattamente come le altre soluzioni economiche, manca il lettore CD/DVD. Anche per Shuttle il sistema operativo sarà GNU/Linux, anche se non è stata ancora resa nota la distribuzione scelta. Il prezzo di base sarà di 199 dlr, mentre per il solo kit barebone basteranno solo 99 dlr (meno di 70 euro). La commercializzazione avverrà nei prossimi mesi.

Gli ultra economici presentati al CES, oltre al prezzo estremamente contenuto, hanno un altro denominatore comune: Linux. La scelta del noto sistema operativo opensource è dettata principalmente da due motivazioni. La prima è sicuramente il prezzo: una licenza Windows del prezzo di circa 100 dlr incrementerebbe del 50% il costo di un desktop di soli 200 dlr. Inoltre questi computer non sono abbastanza potenti per far funzionare Windows Vista, e utilizzare Windows XP significherebbe avere un sistema già vecchio di parecchi anni e che non godrà degli aggiornamenti di sicurezza ancora per un lungo periodo. Le ridotte prestazioni rappresentano la seconda motivazione per cui Linux è stato scelto per tutti i PC ultra economici fin qui presentati: il sistema del pinguino riesce a funzionare bene anche in presenza di risorse limitate e l’estrema riadattabilità permette ai costruttori di tagliare via i rami non necessari e adattare perfettamente il sistema all’hardware sottostante ottenendo, ad esempio, tempi di boot a freddo di poco superiori alla decina di secondi. Per Linux, insomma, questa fascia di mercato rappresenta la più naturale delle collocazioni, e per la prima volta l’OS libero per eccellenza parte in netto vantaggio su Microsoft.

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