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Lo sciopero degli autori fa bene al video online

Più istituti di ricerca hanno registrato un aumento della fruizione di siti di condivisione video nell'ultimo periodo, un mutamento da mettere necessariamente in connessione con lo sciopero degli autori hollywoodiani e la scarsità di contenuti televisivi

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Gli ultimi mesi stanno facendo registrare un utilizzo record dei siti per la condivisione di video in stile YouTube, ma non solo. Anche chi produce e mette video online sta vedendo un drastico aumento delle visite: sono diversi enti di ricerca a dirlo e le cifre sembrano non lasciare dubbi.

È sempre difficile dare conto dei fattori di crescita di un mercato in espansione come quello del video online (contenuto in un altro anch’esso in espansione come internet), le cause possono essere molte, tuttavia sembra difficile ipotizzare che il recente sciopero degli autori di Hollywood e il conseguente stop dato al rinnovo di molti contenuti televisivi non abbia avuto alcuna influenza.

A parlare di crescita sono sia Nielsen Online che Pew Internet & American Life Project. Il primo ha registrato un 18% di aumento del traffico di YouTube nei soli ultimi due mesi (cioè dall’inizio dello sciopero) e anche siti come Crackle hanno visto il loro pubblico passare da 1,2 milioni a 2,4 milioni. Il secondo invece ha fatto una ricerca più approfondita sulla questione. Dall’istituto statunitense infatti arrivano i risultati di un questionario somministrato su base annuale ad un campione di cittadini degli Stati Uniti. Nel 2007 ben il 48% ha avuto accesso a siti di condivisione video, il 45% in più del 2006, quando solo il 33% aveva dichiarato di averlo fatto.

Ma oltre ad un aumento nella percentuale di persone che in assoluto ha fruito di video online aumentano anche coloro i quali lo fanno assiduamente, ben il 15% ha infatti dichiarato di averne visto uno il giorno precedente al questionario, contro l’8% dell’anno scorso. Non sorprende poi che gli utilizzatori più assidui siano i più giovani: il 70% tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni utilizza siti di condivisione video, percentuale che si abbatte rapidamente dopo lo scoglio dei 30 anni.

Da notare infine come negli ultimi mesi si sia creato molto interesse intorno a siti che propongo materiale non proveniente dalle grosse produzioni. Più che la riproposizione online degli spezzoni di show di comprovato seguito e successo stanno avendo invece successo siti che propongono materiale autoprodotto come FunnyOrDie, il sito lanciato dal comico Will Ferrell con la sua clip virale The Landlord.