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Samsung nei guai: indagini per corruzione

Alcuni organi inquirenti sudcoreani hanno da poco eseguito numerose perquisizioni negli uffici e nelle case dei dirigenti di Samsung a Seoul. Accusata di corruzione, la società attraversa un delicato momento giudiziario

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Impegnato in una serrata e meticolosa indagine contro alcuni reati di corruzione, un gruppo di procuratori sudcoreani ha recentemente disposto e fatto eseguire una serie di perquisizioni negli uffici e nelle case di alcuni dirigenti del colosso tecnologico Samsung. Secondo alcune fonti trapelate dagli ambienti di indagine, e raccolte dalla AFP, tra gli indagati comparirebbe anche il massimo responsabile di Samsung, Lee Kun-hee.

Secondo l’ufficio del procuratore che segue il caso, la multinazionale coreana avrebbe elargito favori e tangenti ad alcuni organi di controllo, che avrebbero dovuto vigilare sulla correttezza delle pratiche messe in atto dalla dirigenza di Samsung. Le indagini si sarebbero concentrate particolarmente su uno degli uffici utilizzati da Lee Kun-hee a Seoul e sulle case di altri sette dirigenti della compagnia. Per evitare un possibile inquinamento delle prove, le perquisizioni sono avvenute in maniera simultanea. Al momento non si hanno notizie precise su dati e documenti sequestrati dagli investigatori, che non hanno rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale alla stampa.

Sospettata da tempo di politiche poco ortodosse, Samsung ha da sempre respinto seccamente le accuse di corruzione a suo carico. La compagnia coreana teme un’ulteriore caduta della propria immagine, già messa duramente alla prova dalla decisione degli inquirenti di vietare l’espatrio a buona parte della sua dirigenza, compreso il CEO Lee Kun-hee. Secondo alcuni analisti, però, i recenti sviluppi giudiziari potrebbero giovare a Samsung, specialmente sui mercati esteri. Oscura e poco trasparente, la gestione della società coreana ha spesso destato molti sospetti e diffidenza tra gli operatori occidentali. L’indagine giudiziara potrebbe contribuire a rendere meno torbidi i rapporti di forza e la struttura stessa del gruppo dirigente di Samsung. Più difficile, invece, recuperare rapidamente il danno di immagine inflitto da un’indagine per corruzione.

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