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Apple, inatteso capitombolo in borsa

Mentre Steve Jobs presentava al popolo Apple i gloriosi risultati del 2007 e le meraviglie del 2008, il titolo AAPL ha iniziato una lenta e progressiva discesa verso un pesante -5.45% che configura il gruppo come uno dei peggiori della giornata al NASDAQ

Inatteso, sicuramente. Nelle ore in cui il Macworld prendeva forma, Apple stava vivendo momenti difficili a Wall Street, dove il Nasdaq iniziava una giornata difficile e dove il titolo della mela sembrava il più zavorrato di tutti. Jobs snocciolava dati entusiastici, ma il titolo cadeva sempre più in basso. Viene annunciato il nuovo Macbook AIR, c’è un piccolo rimbalzo, ma poi si torna a scendere. A fine seduta c’è un recupero quantomeno simbolico, ma l’after-hour cancella ogni velleità: è in tutto e per tutto una giornata nera.

Sembra di vedere due realtà parallele e contrarie. Da una parte c’è il “thank you” che Jobs rivolge ai suoi clienti, c’è l’osannante elenco dei risultati conseguiti nel 2007, c’è la presentazione di nuovi progetti di tutto interesse che potrebbero portare al gruppo introiti ulteriori. Dall’altra ci sono ombre di difficile interpretazione, un titolo che sembra più attratto da un male ignoto che non da quota 200 dollari, il tutto comunque in compagnia di altri titoli in giornata altrettanto difficile. E c’è chi sta peggio proprio per colpa di Apple: Blockbuster, sulla scia delle novità provenienti dalla Apple Tv, perde quasi il 17% mentre Netflix limita i danni al 5.4%.

A fine giornata AAPL chiude a -5.45%, a quota 169.04 dollari (lungi dai 200 toccati nelle scorse settimane). Nell’after hour è ancora peggio, con discesa che si aggrava di ulteriori 3 punti percentuali. In un listino contraddistinto da una serie di risultati negativi, Apple è tra i peggiori. Peggio di eBay, a -4.38%. Peggio di Yahoo, a -3.33%. Peggio sicuramente di Microsoft, che perde solo un punto percentuale. Il listino chiuderà a -2.58% una delle peggiori giornate degli ultimi mesi, confermando i tremendi dubbi che la borsa USA ha gettato da inizio anno sull’economia del paese.

La forza misteriosa che sembra trainare tutti al ribasso potrebbe chiamarsi Intel. Il gruppo ha pubblicato numeri di forte crescita, ma le attese erano più rosee ed i timori delle ultime settimane potrebbero dunque aver iniziato a concretarsi in una prima manifestazione di calo. L’ipotesi è quella per cui un’avvertita recessione potrebbe ridurre il desiderio di acquisto, determinando dunque scarsità di domanda e scaffali che non si svuotano sufficientemente in fretta: un incubo in un momento già delicato come quello attuale.

Tra i commenti raccolti in rete sembra permeare comunque ancora fiducia nel titolo: la macchina economica di Cupertino funziona ancora egregiamente e la caduta rientra solo all’interno di un più vasto scivolone dell’intero listino. Il recupero potrebbe essere tanto rapido quanto il calo. Alla comunicazione dei dati trimestrali, confidano in molti, Apple potrebbe tornare a quota 200 per puntare verso 250 dollari. Per ora la giornata del Macworld rientra però negli annali come una delle più difficili. Davanti a certe paure non c’è Macbook, iPhone o iTunes che possa reggere, evidentemente.

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  • davide

    Il titolo Apple è da circa un mese manipolato dai ribassisti che giocano sul fatto che è salito tanto l’anno precedente e di conseguenza ci sono tanti investitori con una logica di breve che a questi ribassi decidono di liberarsene, facendo scendere ulteriormente la quotazione. Ma i fondamentali sono solidi, il nuovo Macbook Air non ha rivali e rappresenta ormai un nuovo standard per la concorrenza e iphone in soli 90 giorni ha raggiunto la quota del 19% dei palmari negli USA. Apple è il primo venditore di musica e a breve lo sarà anche nel noleggio video considerando che è riuscita nell’impresa di convincere le più importanti case di produzione cinematografiche ad aderire al suo progetto, solo questa notizia in un mercato “normale” avrebbe riportato Apple a 200 dollari..

  • MAURO

    Grazie per gli ulteriori e gravi danni che andranno a colpire che come me gestisce una videoteca!!
    Penso che le case cinematografiche siano veramente squallide a permettere a tutti di comprare e trasmettere film, l’importante è che loro incassano, ci vogliono guadagnare su tutti: a partire dal cinema, videoteche, digitale terrestre, tv satellitari, sky e quant’altro, ora anche da Apple con questa bella pensata!!!
    Che schifo!!!

  • Davide

    Caro Mauro, come tanti altri lavori penso che anche quello della videoteca stia volgendo al termine. Internet ormai è ovunque, in qualsiasi settore, e dopo la musica segue a ruota il Cinema.