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ISTAT: ancora scarso l’uso del Web in Italia

Nonostante il dato sia in costante crescita, l'Italia si colloca al diciottesimo posto della classifica europea per l'utilizzo del Web. Il rapporto annuale dell'ISTAT fotografa un Paese ricco di telefonini, ma ancora poco avvezzo al PC e alla Rete

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L’Istituto Nazionale di Statistica ha da poco rilasciato l’annuale rapporto sulla diffusione e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella società italiana. La rilevazione dell’ISTAT fotografa una progressiva crescita dei principali beni tecnologici posseduti dalle famiglie italiane, con discrepanze ancora evidenti tra old e new media.

Il bene tecnologico più diffuso continua ad essere la televisione, presente nel 95,9% delle famiglie. Segue al secondo posto il telefono cellulare con 85,5 punti percentuali, il 3% in più circa rispetto al 2006. Il personal computer si colloca, invece, alla quinta posizione (47,8%) subito dopo i lettori DVD in consistente crescita negli ultimi due anni. Ancora esiguo il ruolo della banda larga: la connessione veloce a Internet è disponibile nel 22,6% delle famiglie e si colloca al nono posto tra i beni tecnologici posseduti dagli italiani. Seguono poi i decoder per il digitale terrestre (19,3%), le console per videogiochi (17,5%) e le connessioni a banda stretta in costante diminuzione al 14,7%, nel 2006 erano al 18,7%.

La ricerca dell’ISTAT evidenzia un considerevole scollamento nell’utilizzo medio di Internet in Italia rispetto alla maggior parte dei paesi europei. Nella graduatoria stilata dall’Istituto sulla base dei dati comunitari, il nostro Paese si colloca al diciottesimo posto con una tasso di penetrazione del 43%, rispetto a una media europea di oltre dieci punti percentuali in più (54%). Prima della lista è l’Olanda, in cui l’83% delle famiglie possiede una connessione a Internet. Con il suo 43%, l’Italia si colloca dopo la Spagna e la Lituania, e prima della Polonia e del Portogallo.

Su base nazionale, Internet risulta uno dei principali mezzi di informazione e comunicazione utilizzato dai più giovani, con punte del 73% nella fascia di età compresa tra i 17 e i 20 anni. Il dato diminuisce sensibilmente all’aumentare dell’età, con cifre al di sotto del 30% per gli individui con più di 60 anni. Secondo i dati forniti dall’ISTAT, anche la collocazione geografica degli utenti influenza l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’uso di Internet si attesta intorno al 38% per il Nord e il Centro, mentre supera di poco il 29,6% al Sud e nelle isole.

Stabili, invece, le attività svolte dagli utenti sulla Rete rispetto ai dati del 2006. Nello scorso anno gli italiani hanno principalmente usato le loro connessioni a Internet per: la posta elettronica (77,3%), cercare informazioni su merci e servizi (64,8%), consultare il Web per ragioni di studio e approfondimento (54,7%). In considerevole crescita la lettura dei quotidiani online, passata dal 33,9% del 2006 ai 43,1 punti percentuali del 2007, con il più alto incremento in termini assoluti di tutte le attività svolte online nell’ultimo anno.

Il rapporto stilato dall’ISTAT fotografa con efficacia pregi e contraddizioni nella percezione e nell’utilizzo delle nuove tecnologie nel nostro Paese. Mentre i telefoni cellulari sono ormai divenuti una vera e propria “tecnologia di massa”, fatica ancora ad affermarsi pienamente l’utilizzo del personal computer e della Rete. Giudicate, spesso a torto e per motivi culturali, tecnologie eccessivamente complicate, PC e Web crescono in Italia con percentuali molto più basse rispetto alla maggioranza dei paesi europei. Connettività e scarsa alfabetizzazione informatica paiono, ancora una volta, le principali cause dell’arretratezza tecnologica per la maggior parte delle famiglie del Bel Paese.

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