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Pubblicità online, ecco le stime per il futuro

Diversi istituti di ricerca hanno messo a punto le loro previsioni per i prossimi anni riguardo l'aumento, della penetrazione e degli investimenti, nella pubblicità online. La crescita c'è e sembra sicura anche se con una certa moderazione

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Con gli Stati Uniti in un momento di recessione economica e internet in una fase di prudenza di investimenti molti istituti di analisi si misurano con le possibili previsioni del futuro del business della pubblicità online.

Secondo le ultime stime fornite da Yankee Group il mercato dovrebbe raddoppiare da qui al 2011 raggiungendo quota 50,3 miliardi di dollari di profitto. I calcoli si basano sul fatto che al momento internet costituisce circa il 20% di tutto il consumo mediatico statunitense, eppure gli investimenti che i pubblicitari fanno nel settore sono solo il 7,5% dei loro budget, dunque c’è un bel margine di crescita.

Oltre ai soldi poi va calcolato anche il fatto che il pubblico della rete è ancora destinato ad aumentare per parecchio tempo nonchè la probabile creazione di nuovi modelli di pubblicità basati su nuove tecnologie, che rendano il lavoro più preciso e affidabile e la creazione di nuovi settori di inserzione come i social network. Certo a quanto sembra l’investimento in rete sarà sempre minoritario rispetto a quello nei media tradizionali eppure c’è confidenza nel fatto che l’efficacia e la precisione della pubblicità online possa solo che aumentare.

Sul business del local advertising invece si è concentrata Jupiter Research che arriva a dare delle stime che parlano di una crescita anche più veloce, cioè entro il 2012 il settore dovrebbe guadagnare il 13% .

Dublin Research afferma che rispetto al 2005 il 2006 ha visto una crescita del 128% nel mercato della pubblicità in streaming audio e video, ma nel 2007 la crescita non è stata a livello attestandosi sul +40%.

Infine Research And Markets ha rilevato che nel 2007 il 26% della spesa in advertising video (tra i 36 e i 40 milioni di dollari) è stata per i pre-rolls, ovvero le pubblicità che vanno prima di un video, una stima in aumento per il 2008 ma bassa rispetto a quanto realizzato con la pubblicità video fine a se stessa che è il 58% del totale.

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