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23andMe, analisi del DNA anche in Europa

A distanza di alcuni mesi dal lancio negli Stati Uniti, la società specializzata nell'analisi del DNA per corrispondenza 23andMe apre il proprio mercato all'Europa. Il test del patrimonio genetico evidenzia parentele, predisposizioni e gusti dei clienti

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Dopo il successo registrato negli Stati Uniti, per la compagnia specializzata nella mappatura del DNA 23andMe è giunto il momento di sbarcare in Europa. Il gruppo guidato da Linda Avey e Anne Wojcicki (moglie di Sergey Brin) e finanziato dal motore di ricerca Google, offre ai propri clienti un test completo del patrimonio genoma, evidenziando possibili malattie e predisposizioni genetiche. L’esame viene condotto per corrispondenza tramite l’invio di un campione di saliva, che viene analizzato a inserito in un database al prezzo di 999 dollari.

Dal lancio di 23andMe nel novembre del 2007, la società ha ricevuto numerose richieste dall’estero, nonostante il servizio fosse esclusivamente aperto ai cittadini americani. «Stiamo riscontrando un forte interesse per i nostri servizi da paesi al di fuori degli USA e siamo felici di poterli ora offrire in Canada ed Europa. Contiamo di espandere ulteriormente la nostra presenza in altre parti del mondo» ha dichiarato Linda Avey.

Gli obiettivi per 23andMe sono dunque molto ambiziosi: la compagnia intende espandere da subito il proprio mercato, cercando di mantenere all’angolo la concorrenza, che non può contare sui notevoli investimenti di Google nell’attività. La sete di conoscenza del proprio DNA sta conquistando un numero crescente di persone, pronte a investire un migliaio di dollari per conoscere le caratteristiche del proprio genoma. I database offerti da 23andMe consentono, nel pieno rispetto della privacy, di confrontare il proprio patrimonio genetico per trovare possibili parentele con gli altri partecipanti al progetto. Nonostante il forte entusiasmo dimostrato dal crescente numero di persone disposte a fare analizzare la propria saliva, molti esperti invitano alla prudenza nel sottoporsi ai test sul DNA. Una predisposizione per una certa malattia non implica necessariamente una sua manifestazione: se usati nel modo sbagliato, i test genetici potrebbero diventare un’inutile fonte di ansia.

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