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Esiste un legame tra il download musicale e le vendite dei CD?

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Il disco dei Radiohead distribuito per mesi in rete al prezzo che poteva decidere ogni utente è ora uscito anche in CD. La vendita su supporto fisico si sta rivelando un vero successo. Eppure lo era stata anche la vendita dei file. Certo il caso Radiohead trae vantaggio dalla fortuna di aver sfornato (a detta dei fan) decisamente un buon album, ma ci vuole di più per vendere così tanto su entrambe le piattaforme.

E’ evidente infatti che molte persone decidono di comprare il CD anche quando potrebbero pagare molto meno, se non zero. Una buona parte di questi sarà sicuramente poco tecnologizzata (anche se i Radiohead hanno un pubblico abbastanza giovanile) ma di certo c’è una bella fetta che conosce le possibilità immateriali e sceglie il CD, nonchè una parte (probabilmente minoritaria, ma è un azzardo) che sceglie entrambe, cioè che ascoltati i file decide che è opportuno comprare il CD (e qui la fortuna di aver fatto un buon album).
Questo dimostra due cose: che il supporto fisico è molto lontano dall’essere morto, magari non è più protagonista indiscusso, o lo è sempre meno, ma di certo non si avvia a morire e ha ancora molte ragioni d’esistere e molti fan, e poi dimostra che non c’è legame diretto tra calo delle vendite dei CD e download (legali o illegali) qualcosa che in molti si sforzano di dimostrare da anni e a cui nessuno crede.