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Il Garante per la Privacy contro i big delle tlc

va tutelata la riservatezza anche della navigazione in Internet e dell'uso dei motori di ricerca: è questa la convinzione che ha portato il Garante per la tutela dei dati personali ad intraprendere importanti iniziative per imporre limiti alle tlc

Il Garante per la protezione dei dati personali ha diramato un importante comunicato stampa nel quale vengono notificate importanti decisioni che, una volta applicate, determineranno una minore emorragia di informazioni sensibili degli utenti grazie a tutta una serie di limiti imposti alle più importanti aziende di tlc. Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato: sono questi i firmatari delle decisioni che vanno ad imporre un nuovo regime a gruppi del calibro di Telecom Italia, Vodafone, H3G e Wind. In breve: «A Telecom, Vodafone e H3G, è stata imposta la cancellazione di informazioni, illegittimamente conservate, riguardanti i siti Internet visitati dagli utenti. A Vodafone, H3G e Wind è stata impartita l’adozione di specifiche misure tecniche per la messa in sicurezza dei dati personali conservati a fini di giustizia».

«Questi provvedimenti», commenta Paissan, » affermano un principio innovativo e importante: va tutelata la riservatezza anche della navigazione in Internet e dell’uso dei motori di ricerca. I gestori telefonici non possono dunque conservare questi dati, nemmeno per ragioni di giustizia. Entro due mesi queste informazioni dovranno ora scomparire. Viene in questo modo riaffermata l’estrema delicatezza delle visite e delle ricerche in Internet». Nello specifico si notifica che «I gestori devono conservare esclusivamente i dati di traffico telematico funzionali alla fornitura e alla fatturazione del servizio di connessione e non quei dati di traffico apparentemente “esterni” alla comunicazione (pagine web visitate o gli indirizzi Ip di destinazione), che possono coincidere di fatto con il “contenuto” della comunicazione, consentendo di ricostruire relazioni personali e sociali, convinzioni religiose, orientamenti politici, abitudini sessuali e stato di salute.

Questo i provvedimenti presi azienda per azienda:

  • Telecom Italia
    «Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati, i quali talvolta comprendevano perfino le interrogazioni ai motori di ricerca effettuate dagli utenti. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare. Alla società è stato infine vietato l’uso di sistemi informatici (proxy server), non necessari né per l’instradamento della comunicazione né per la fatturazione, che interponendosi tra l’utente e i siti consentono una ingente raccolta di dati relativi alle connessioni effettuate nel corso della navigazione»
  • Vodafone
    «Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare. Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni»
  • H3G
    «Il Garante ha vietato la conservazione, in qualsiasi forma e grado di dettaglio, di informazioni sui siti visitati dagli utenti e imposto la cancellazione di questi dati. Il trattamento illecito dei dati di traffico telematico riguarda tutti gli utenti che usufruiscono dei servizi di accesso alla rete mobile con tecnologia cellulare. Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni»
  • Wind
    «Alla società è stata impartita anche una serie di prescrizioni relative sia al rispetto delle misure di sicurezza poste a protezione dei dati dal Codice della privacy, sia all’adozione di sistemi tecnologici richiesti dal ricordato provvedimento del Garante del dicembre 2005, sia in relazione alle ulteriori criticità rilevate nel corso delle ispezioni»

Se vuoi aggiornamenti su Il Garante per la Privacy contro i big delle tlc inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Carolina

    Io non ho problema di privacy, guardo siti legali e non mi interessa non far sapere le mie preferenze sul web
    saluti
    Carolina

  • anonimo

    carolina allora perchè hai paura a rivelare il tuo vero nome? Qual’è telecom vodafone o h3g? ma forse è davvero il tuo vero nome ma sono sicuro che scrivi per conto di una di queste aziende mensionate…

    …per quel che mi riguarda sono molto felice che vengano prese ancora decisioni di questo genere, e mi auguro che continuino su questa via.

  • Carolina

    Non ho divulgato il mio nome qui in questo blog perchè chiunque potrebbe conllegarmi e sapere chi sono, ma divulgare il proprio nome in rete è diverso che far sapere i miei gusti ai gestori. Non scrivo per nessuna azienda. L’unico mio problema di privacy è venire disturbata con telefonate e squilli inutili a tutte le ore del giorno da chiunque e per questo non ho fatto mettere nell’elenco telelfonico il mio numero di telefono..perchè in quanto donna si viene spesos rpesi d’assalto da maniaci del telefono che possono arrivare fino a casa.
    E’ utile la privacy per quel che riguarda la sicrurezza per la prorpia vita e di quella dei propri famigliari, ma per quale che riguarda altro non mi interessa. carletta4@hotmail.com

  • xam_max

    iniziativa lodevole ma un po’ troppo limitata.
    io ricevo da 2 a 3 trelefonate alla settimana dai venditori di Telecom, Tim, Vodafone, TRE, Fastweb, e qualche altro.
    il più delle volte mi interrompono durante una riunione con un cliente.
    che diritto hanno questi di avere il mio numero telefonico e di chiamarmi?
    non credo di essere l’unico italiano sfortunato, penso invece che questo cancro abbia dimensioni colossali.
    signori della privacy, volete darvi una mossa?
    oppure vi svegliate solo quando ci sono da imporre regole assurde, vedi aziende che in marzo devono autoinviarsi una dichiarazione a dir poco folle o che impongono di firmare liberatorie persino al notaio, con costi enormi per la collettività, perché le aziende devono correre dietro a regole cervellottiche invece di produrre.