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Google in procinto di lanciare “Health”: parliamo di sicurezza?

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Google è, letteralmente, una fabbrica di idee e prodotti web continuamente in funzione, con svariate decine di progetti attivi, pubblici o segreti, che sviluppa sia internamente che con il supporto di società esterne.

Uno di questi progetti, avviato nel lontano maggio 2006, è Google Health che però ebbe vita dura, soprattutto dopo che Adam Bosworth, il leader del progetto, lasciò Google. Tutta la vicenda torna oggi alla ribalta in quanto Google Blogscoped ha scoperto una pagina di accesso a Google Health, che lascerebbe quindi supporre un imminente rilascio dell’applicazione.

Da quanto si apprende dalla stessa pagina di Google, questo servizio servirebbe a tenere traccia dei propri dati medici, trovare dottori, farmacie ed ospedali in modo semplice ed immediato e condividere informazioni mediche con chi vogliamo. Ovviamente a fianco a questi servizi, vi sarebbe anche la presenza di news personalizzate sia dall’utente che automaticamente da Google sulla base dei nostri contenuti.

Microsoft ad un servizio simile aveva già pensato e, per una volta, ha anche battuto Google sul tempo, presentanto nell’ottobre 2007 il suo portale HealthVault.

Inutile dire che tutte le preoccupazioni su privacy e integrità dei dati, che a suo tempo furono sollevate per Google Docs e Gmail, si rivelano ancor più pressanti e urgenti quando si parla di dati medici.

Attualmente su internet impera il modello dei servizi gratis, modello che Google stessa ha creato. Basti pensare a Google Analytics che fornisce gratuitamente a webmaster e SEO un potentissimo strumento di analisi del traffico, molto migliore di tanti servizi a pagamento.

E’ però ovvio che di fronte ad un servizio gratis l’utente si trova ad avere diritti attenuati in caso di disservizi o malfunzionamenti, il che può essere accettabile per le nostre ricette di cucina salvate su Google Docs, ma lo è molto meno se pensiamo a risultati delle analisi del sangue.

E’ chiaro quindi che il problema della sicurezza vada affrontato e mi pare che ormai, con l’ampia diffusione dei servizi online, i tempi siano maturi. Per ora io consiglio sempre, a fianco di un sempre vivo entusiasmo ed ottimismo verso questi nuovi servizi, un atteggiamento di prudenza e buon senso che porti ad evitare di salvare in servizi “beta” o gratuiti dati sensibili.

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