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Il peer to peer è, più o meno, un reato

E' stata archiviata una denuncia contro ignoti emessa da un produttore contro alcuni siti dedicati al peer to peer. Impossibilitati a ottenere prove certe e circostanziate, gli inquirenti hanno ottenuto l'archiviazione del caso

Scaricare file attraverso un network peer to peer non costituisce reato. Non ha dubbi in merito il pm Paolo Giorgio Ferri, che ha da poco richiesto la procedura di archiviazione di una inchiesta sullo scambio di contenuti digitali attraverso Bearshare, eMule e BitTorrent. «Mancando una legislazione ad hoc [....] non appare possibile in questa sede dare rilevanza ad un fenomeno assai diffuso che non può essere messo sotto accusa ed avente accertamenti quasi impossibili da fare» scrive il magistrato nella sentenza che archivia definitivamente il procedimento.

Nella lunga fase investigativa contro ignoti, gli inquirenti hanno analizzato il metodo di funzionamento di tre forum dedicati ai più conosciuti sistemi di file sharing disponibili in Rete: eMule, Bearshare e BitTorrent. Come è ben noto ai numerosi utenti dei sistemi p2p, i forum dedicati all’attività di condivisione sono generalmente delle semplici aree di smistamento su cui si segnalano indirizzi e caratteristiche dei server su cui concretamente avviene lo scambio di file. Tale catena di passaggi, che spesso porta allo scambio di dati da macchine all’estero agli utenti in Italia, rende praticamente impossibile la certa identificazione di chi commette un illecito ledendo il diritto d’autore.

Gli inquirenti hanno basato le loro indagini sui dispositivi giudiziari previsti dalla recente legge sul diritto d’autore (n. 248 del 18 agosto 2000), con particolare attenzione all’articolo 14 della norma, dedicato alla duplicazione e trasmissione abusiva di materiale soggetto al copyright. Valutati i risultati dell’inchiesta e le richieste del pm, il giudice per le indagini preliminari Carla Santese ha disposto l’archiviazione del caso. Il tribunale di Roma si era attivato sulla questione in seguito a una denuncia di un produttore contro ignoti tesa ad acclarare la posizione, e la possibile sussitenza di comportamenti illegali, su tre forum dedicati al file sharing.

La decisione di archiviazione non aggiunge dunque nulla di nuovo rispetto a simili sentenze emesse in precedenza. Lo scambio di file attraverso le reti peer to peer è infatti consentito dalla legge, fermo restando il rispetto del diritto d’autore. Favorire la cultura del file sharing tra gli internauti, come fanno i forum vagliati dagli inquirenti, non è dunque una pratica illegale. La responsabilità ricade, infatti, sui singoli utenti che collegati a un determinato server si attivano per scaricare materiale coperto da copyright. Nella decisione di archiviazione si legge, però, un discreto senso di impotenza da parte dell’autorità giudiziaria, che si dichiara impossibilitata ad identificare con certezza chi viola la legge sul diritto d’autore.

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  • Piero

    >> Lo scambio di file attraverso le reti peer to peer è infatti consentito >> dalla legge, fermo restando il rispetto del diritto d’autore.

    insomma, nulla di nuovo sotto il sole.

  • http://www.webnews.it Emanuele Menietti

    Esattamente caro Piero, nonostante molte testate giornalistiche – spinte da un eccessivo sensazionalismo – abbiano travisato il senso dell’archiviazione.

    Come scrivo nell’articolo un dato, però, emerge: l’estrema difficoltà per gli inquirenti nell’identificare con precisione gli utenti che violano il copyright attraverso le reti p2p.

  • http://www.nonsologiochi.tk Gabriele

    Adesso abbiamo anche leggi del futuro, eh, eh (…legge sul diritto d’autore (n. 248 del 18 agosto 2008…)

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    :) La legge è tornata al passato, al lontano 2000.

    Grazie

  • Ratamusa

    Queste cose, pirateria esclusa, ovviamente, a me fanno cadere le braccia….
    Mi astengo da altri commenti.

  • max

    come sempre la tecnologia alla lunga è il solo mezzo per distruggere i monopoli e gli accordi di cartello, dato che i vari garanti troppo spesso sonnecchiano.
    ricordo quando Telecom rendeva obbligatorio l’affitto dei propri modem con la complicità del Ministero (rallentando per anni l’uso delle tecnologie di rete in Italia), o quando politici e giudici sostenevano che la TV può essere solo pubblica perché tecnicamente non possono esserci abbastanza frequenze per tutti.
    anche in questi casi la tecnologia ha creato situazioni di fatto che hanno resa impossibile la difesa delle rendite parassitarie.
    non sono contro gli autori, ma contro chi li sfrutta: è mai possibile che il diritto d’autore e quindi il monopolio sulle opere sia stato portato a 70 anni? a beneficio di chi? non certo degli autori ai quali va spesso una miseria.

  • Ratamusa

    A beneficio della SIAE, ovviamente…..

  • http://timit peter

    ci scandalizziamo ancora x certe notizie, dove si da ancora nel terzo millennio la caccia alle streghe…ma con i mezzi di oggi e le nuove tecnologie se si vuole colpire direttamente nel segno è molto piu semplice. ma al popolo piace creare nuovi mostri, accusare un nuovo crimine che è antico come il mondo ma era semplicemente sommerso dalla mancanza di informazioni che oggi internet e i telegiornali ci permettono di sentire…è solo un problema antico che va combattuto in modo nuovo e intelligente con i nuovi mezzi in aiuto. la differenza sta nel fatto che oggi vediamo anche le immagini, ma tutto questo accadeva anche prima di internet, era solo meno diffuso…svegliatevi e ricordatevi che siamo gli animali peggiori sulla terra…