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Prezzemolini del Web? No grazie!

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Usare o farsi usare dal Web 2.0. Questo è il problema. Esaurita l’euforia iniziale per l’ultimo nato nella grande casa dei Social Network (euforia che ormai non si trascina oltre le 24 ore), stiamo anche noi maturando un certo senso di disagio per l’impegno richiesto dalla gestione nel tempo della nostra identità on-line? Non siamo gli unici

I social network sono lenti, macchinosi, richiedono attenzione, vanno seguiti in continuazione. Ma, soprattutto, sono troppi. È davvero possibile conoscerli e utilizzarli tutti pienamente? Che utilità ne deriva?

Anche se si sperimentano servizi Web 2.0 contro la crisi dell’identità digitale generata dallo stesso Web 2.0 (circostanza curiosa… un po’ come il cane che si morde la coda) come Spock, Profilactic o OpenID, il nocciolo della questione sta altrove, e precisamente nel rapporto personale che ognuno di noi decide di intrattenere con altre persone via Web.

È davvero necessario, o quanto meno utile, fare i “pezzemolini del Web” e un po’ come le ex letterine fare presenza “inutile” in qualsiasi realtà sociale che sia disposta a ospitarci?

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