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Warner punta il dito contro Seeqpod

Seeqpod è un motore di ricerca per la musica online ma Warner non ne richiede liceali le attività relativamente alla regolamentazione prevista dal regime DMCA. La casa discografica ha denunciato Seeqpod auspicandone una sospensione delle attività

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La Warner Music ha avviato un procedimento legale contro Seeqpod, il motore di ricerca per la musica online, per violazione del diritto d’autore. Secondo Warner, Seeqpod pubblicherebbe dei lavori protetti da copyright «trasmettendoli pubblicamente in digitale, on-demand e senza autorizzazione». Seeqpod, in particolare è accusato di collaborare direttamente e materialmente alla violazione del diritto d’autore prelevando i contenuti da «siti pirata».

Seeqpod non ospita nessuno dei brani di cui permette il play tramite la sua interfaccia, ma utilizza un motore di ricerca che indicizza i file che già si trovano sul web, in maniera del tutto simile a quanto fa Google. Si tratta del primo caso in cui viene chiamato in causa direttamente un motore di ricerca, e da molti questa causa è vista come un importante banco di prova per il DMCA, il Digital Millennium Copyright Act, la famigerata legge statunitense sul copyright per le opere digitali.

Il caso in questione, infatti, chiama in causa direttamente la clausola DMCA Safe Harbor (porto sicuro) che finora ha salvato i provider dalle accuse di violazione del diritto d’autore, quando la violazione fosse commessa da un utente. Infatti Seeqpod non può essere considerato responsabile del contenuto dei vari siti web che vengono esaminati dai suoi spider. Tuttavia un provider che voglia rientrare nei criteri stabiliti dalla clausola, deve essere disposto a rimuovere immediatamente qualunque violazione che venga segnalata (e comprovata) da parte del legittimo detentore dei diritti, secondo la procedura nota come Notice and Takedown. Una procedura che, nata con l’esigenza di far risparmiare tempo e denaro sia ai provider che ai detentori del copyright, non richiede l’intervento dell’autorità, intervento che invece è richiesto nella procedura inversa, ossia quando un’opera è stata rimossa per sbaglio o per errata identificazione.

Warner accusa Seeqpod di non aver rispettato proprio la procedura Notice and Takedown, e di non aver colpevolmente rimosso i riferimenti alle opere coperte da diritto d’autore della Warner Music. Tuttavia la Electronic Frontier Foundation è di diverso avviso. Secondo la EFF, la RIAA, Recording Industry Association of America, e i detentori del copyright sarebbero estremamente insoddisfatti della clausola Safe Harbour e punterebbero a mettere sotto accusa direttamente i provider, cercando di dimostrare in sede giudiziaria la fallibilità della norma e l’inefficacia della procedura Notice and Takedown.

Nel frattempo Seeqpod continua a riscuotere successo con più di sei milioni di visite nel solo mese di dicembre 2007, collaborando inoltre con Songza e altri motori di ricerca per i contenuti multimediali.