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BusinessWeek non vuole essere linkato

Il sito della rivista invita gli utenti, nelle condizioni di utilizzo, a non fornire link diretti alle proprie pagine Web. La singolare scelta ha fatto molto scalpore in ambiente editoriale ed è latrice di profonde contraddizioni

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Non abbiamo bisogno dei vostri link. E’ riassumibile in questa semplice frase la sorprendente politica editoriale di BusinessWeek, il sito Web della rivista gestita dalla casa editrice MacGraw-Hill. Intento a visitare il portale, un blogger ha compiuto la curiosa scoperta. Nella sezione “Terms of Use”, BusinessWeek invita esplicitamente i propri lettori a non diffondere link a pagine specifiche del sito Web senza precise autorizzazioni fornite dai gestori dell’area online.

La tutela dei propri link sembra aver raggiunto livelli quasi maniacali nelle politiche della rivista. Intervistato in più riprese da BusinessWeek, l’amministratore delegato di SmugMug decise di inserire i link alle interviste sul proprio blog aziendale. A distanza di poche ore dall’aggiunta dei riferimenti alle pagine di BusinessWeek, un responsabile della rivista scrisse al CEO chiedendo gentilmente la rimozione dei link. «BusinessWeek ci ha chiesto espressamente di non inserire link al loro articolo. Sì, è proprio così, una pubblicazione basata sulla pubblicità non vuole che le sia inviato del nuovo traffico. Sono stati così gentili da rinviarci alle regole di utilizzo dove si specifica che i link diretti sono proibiti» scrive stupito il massimo manager di SmugMug.

Con la scelta di vietare i link diretti alle proprie pagine, BusinessWeek pare proprio rifiutare il meccanismo alla base del successo della Rete, ovvero la condivisione di riferimenti e materiali tratti da altre fonti. Generalmente i grandi siti di informazione nutrono un discreto timore nei confronti dei link verso l’esterno, che potrebbero – secondo una visione da old media – ridurre il traffico sulle loro pagine. Gli amministratori di BusinessWeek sono giunti all’estremo opposto, temendo paradossalmente l’arrivo degli utenti sul loro sito da altre fonti di informazione. Una situazione insolita, confermata da una notevole contraddizione: Google indicizza tutte le pagine Web di BusinessWeek, dunque anche il motore di ricerca di Mountain View non rispetterebbe le condizioni di utilizzo imposte dalla testata online?