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La RIAA lancia un nuovo controllo per i CD

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La RIAA, in accordo con le 4 major discografiche (Warner Music, EMI, Vivendi Universal e Sony BMG), ha deciso, quasi un mese fa, di abbandonare parzialmente il supporto al DRM per concentrarsi su una nuova tecnologia “anti pirateria” che sembra ancora più sconvolgente.

La nuova tecnologia che cercheranno di implementare, e che sostituirà il Digital Restrictions Management, utilizzerà un supporto al quanto originale: un CD biometrico.

Questo BioCD verrà utilizzato insieme alla tecnologia sviluppata dalla The Amergence Group, conosciuta anche con il nome “SunnComm International”, permetterà di inserire dei recettori per le impronte digitali proprio al centro del CD.

Funzionerà pressappoco in questo modo: la prima volta che compreremo un CD, o a questo punto un BioCD, dovremmo firmare una licenza e lasciare la nostra impronta digitale ben impressa su di essa; a questo punto la nostra preziosa impronta sarà conservata in uno speciale database collegato direttamente con quello dell’FBI.

La portavoce della RIAA, Sarah Cluckworth, ci comunica inoltre che questo controllo avrà due scopi principali:

  • Chiunque ami la musica darà la possibilità alla RIAA di conoscere eventuali criminali, grazie alla registrazione effettuata nel punto vendita;
  • Quando qualcuno, che è ricercato dalla polizia, effettua un acquisto e si registrerà, verrà inviato in automatico un messaggio al distretto di polizia più vicino e le porte del negozio verranno chiuse automaticamente per evitare la fuga del soggetto.

Sembra quasi fantascienza. Oltre a questo possiamo facilmente notate come verremo tenuti sott’occhio successivamente; tutti i nostri gusti musicali verranno scandagliati ed analizzati per proporci sempre più articoli che “potremmo” comprare.

Quelli della RIAA si dichiarano entusiasti di questa loro nuova iniziativa. Per la roadmap viene comunicato che le prime uscite sul mercato saranno rilasciate sotto la casa Sony BGM, sopratutto perché è la società più esperta riguardo ai controlli tecnologici; ma successivamente anche gli altri colossi verranno ad unirsi per monopolizzare il mercato con i loro nuovi BioCD.

Le domande che mi pongo sono: la privacy che fine farà? Qualsiasi casa discografica avrà i miei dati e potrà bombardarmi di pubblicità mirata, chi mi protegge da questo “spam”? Se acquisto un cd per fare un regalo? Perché dovrei essere io responsabile delle azioni di un’altra persona? Cosa succederà quando un eventuale criminale si sentirà imprigionato in un negozio?

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