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Firefox cresce bene specie nelle piccole realtà

Gli ultimi dati sulla penetrazione del browser Firefox parlano di un aumento delle preferenze specialmente nei paesi piccoli o poco popolati con un picco in Finlandia dove è usato dal 45% della popolazione. In Italia il browser Mozilla raggiunge il 21%

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Nonostante sia stato lontano dalla cronaca per un po’ la crescita di Firefox non si è fermata, anzi. I dati rivelano un aumento delle preferenze per il browser open source specialmente nei paesi poco popolati.

I dati della francese Xiti Monitor mostrano che la nazione dove la penetrazione del browser Mozilla è migliore è la Finlandia, paese nel quale la volpe di fuoco è vicina ad Internet Explorer con il 45% delle preferenze. Dati simili arrivano anche dalla Polonia, dalla Slovenia e dall’Ungheria dove le quote si attestano tra il 40 e il 42%. Più indietro l’Europa dell’Ovest della quale il paese a più alto tasso di penetrazione di Firefox è la Germania con il 34% dei naviganti che dichiarano di usarlo. L’Italia si piazza a metà classifica con il 21% degli utenti adepti di Mozilla.

Certo Internet Explorer è ancora di molto il browser più utilizzato poichè tiene in pugno il 66% del mercato mondiale contro il 28% del rivale a codice aperto, un nuovo record di adozione per il brower Mozilla e anche in generale per un browser non Microsoft dai tempi del dominio Netscape. Ai restanti competitor come Opera e Safari rimane il 2% del mercato.

Ma i dati più interessanti sono quelli per i quali gli utenti Microsoft sembrano non volersi aggiornare. Molto meno della metà di coloro i quali usano Internet Explorer per navigare infatti lo fa con la versione 7 (l’ultima) mentre dall’altra parte quasi il 90% di chi utilizza Firefox ha la versione 2. La spiegazione sembra qui molto semplice: mentre il browser di Microsoft è installato di default nei computer, infatti, quello Mozilla va scaricato e dunque è più facile averne l’ultima versione.

Impossibile infine non notare come Firefox vada bene specialmente nelle piccole nazioni o nelle meno popolate. Probabilmente, come ipotizzano a Wired, a vincere in quei casi è la capacità del browser open source di ritagliarsi (o essere ritagliato dalla comunità) per le realtà locali. Ogni nuova versione è subito tradotta nella lingua locale, cosa che accade anche per IE, ma in maniera industriale cioè con traduttori spesati che non stanno al passo dei molti volontari.