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Rallentamento… Recessione… Nasdaq

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Un comunicato stampa della Federal Reserve, il 22 Gennaio, annunciava un taglio di 75 punti base sul tasso d’interesse che veniva portato al 3,5%. Il comitato, con un annuncio ufficiale, rendeva noto di aver preso questa decisione nella prospettiva di un rallentamento della crescita e di un indebolimento dello scenario economico complessivo.

Tra i diversi commenti che ho letto al riguardo ho notato che alcuni prendono le parole della Fed alla lettera e parlano di un “rallentamento” dell’economia certamente preoccupante ma da non enfatizzare oltre misura. In altri casi si parla apertamente di “recessione” che andrebbe a coinvolgere molte delle compagnie tecnologiche quotate al Nasdaq.

In particolare farebbero le spese di questo scenario economico società come Google, Amazon ed Apple che dipendono in misura molto rilevante dal comportamento dei consumatori finali negli USA. Ciò spiegherebbe anche il nervosismo che si è potuto constatare in questi giorni sui titoli delle società menzionate.

Tuttavia in questo clima di incertezza va anche detto che molte compagnie tecnologiche sono diversificate geograficamente e larga parte dei loro introiti non dipendono dall’andamento del mercato americano.

Ad esempio, la Sun Microsystem, che realizza circa il 60% del proprio fatturato all’estero, tra cui est Europa, India e Cina, ha annunciato recentemente di aver raddoppiato i propri utili rispetto al secondo quadrimestre dell’anno passato.

Lo stesso si può dire per IBM che oltre ad aver presentato prospettive positive per il 2008 dipende dal mercato interno solo per il 2% dei propri introiti complessivi. E ancora, Hewlett-Packard, dopo aver acquisito la Compaq nel 2001, realizza il 67% del proprio business al di fuori degli Stati Uniti…

Questo tipo di ragionamento può essere fatto per molte società, così come però va sottolineato che una recessione americana molto facilmente andrebbe a coinvolgere in misura diversa da caso a caso, anche tutti gli altri paesi del mondo.

Tra questi gli analisti di Gartner prevedono, indipendentemente dallo scenario che si va prospettando, una situazione comunque positiva per il settore tecnologico di certi paesi emergenti, tra cui in primis Cina e Vietnam.

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