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Motorola, scorporo del comparto telefonia

Motorola, leader del comparto telefonico fin dagli esordi della rivoluzione della telefonia mobile, progetta oggi un profondo ripensamento del proprio comparto. Si potrebbe arrivare ad uno spin-off che preluderebbe ad una cessione salvifica

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Dopo un periodo di declino iniziato a fine 2006, Motorola pare ora intenzionata a scorporare la divisione telefonia mobile dal resto delle attività societarie. Il declino ha coinciso con il termine dell’effetto positivo del Razr V3.

Motorola è da sempre leader nel campo della telefonia mobile: la società americana, infatti, ha vissuto tutte le fasi dell’evoluzione dei dispositivi mobili, producendo i primi telefonini, dal peso di qualche chilo, fino ad arrivare ai moderni smartphone 3G. Già all’inizio del 2005 Motorola aveva accusato un calo delle prestazioni in borsa, ma con il boom del Razr V3 nel primo trimestre del 2005 ha conosciuto un’impennata durata fino agli ultimi mesi del 2006. Il Razr V3, inizialmente venduto a prezzi decisamente elevati perchè pensato per un target particolare, è stato poi riposizionato a livelli consumer tradizionali spopolando in tutti i paesi in cui è stato commercializzato.

Nei mesi successivi Motorola ha poi prodotto innumerevoli versioni del Razr che mantenessero il design del prodotto al passo coi tempi, aggiungendo features multimediali prima e arrivando ad un V3 3G poi. Queste mosse, certamente utili per mantenere alte le vendite nel tempo, hanno ora esaurito i loro effetti, anche perchè la concorrenza nel frattempo ha prodotto dispositivi sempre più competitivi.

Impegnata dal successo del Razr, Motorola ha prodotto pochi altri cellulari di successo che non le hanno consentito di mantenere il flusso di cassa una volta terminato il ciclo di vita del fortunato V3. Ecco lo scenario che porta la casa, fondata a Chicago nel 1928, a scegliere di separare la divisione che produce telefoni cellulari dal resto delle attività. Motorola, infatti, è ancora leader di successo in altri campi, quali cercapersone, chip di comunicazione, soluzioni di rete e altre apparecchiature industriali per la comunicazione.

Separare i business consentirà a Motorola di non subire, sul proprio titolo principale, le conseguenze negative di un andamento incerto della divisione mobile. Alcune voci parlerebbero addirittura di vendita più che semplice scorporo, ma è ancora troppo presto per lanciare ipotesi di questo tipo. Quel che è ormai certo è che Motorola è in grosse difficoltà e deve ritrovare la chiave giusta, che sappia aprire il mercato della telefonia mobile oggi profondamente cambiato rispetto a quello in cui lanciò l’amato Razr V3.

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