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Musica 2.0: ecco Jango e Garage Band

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Quando si parla di web 2.0 spesso si tralasciano gli innumerevoli strumenti sociali legati alla musica che hanno permesso l’emersione della coda lunga sonora.

Gli strumenti più usati tra le social Internet radio sono Last.fm e Pandora (ora per noi europeri GlobalPandora) ma negli ultimi tempi ne è nato uno alquanto interessante.

Jango offre una serie di informazioni sugli autori selezionati, e permette la doppia possibilità, da una parte di ascoltare random i brani dell’autore e dall’altra di selezionare brani specifici. Contestualmente vengono presentati distintamente video e commenti sull’artista. Attraverso il tasto Buy, poi, ci si collega direttamente ad iTunes o ad Amazon e si votano gli autori cliccando su tre emoticon differenti, rappresentati i tre livelli di gradimento (Don’t like it – Like it – Love it).

I generi musicali proposti non sono tanti e tutti molto generalisti ma in compenso all’interno di ciascuno gli artisti disponibili sono un’infinità. Una mancanza bella grande nell’era del 2.0 è il tagging. Il sito è organizzato solo in taxonomy anche se ve ne sono diverse che si incrociano (genere, artista e canzone).

Per quanto riguarda, invece la promozione dei propri brani musicali, anche se Myspace la fa da padrone, vi segnalo Garage Band (nel quale colgo una lieve citazione al movimento punk o metal che nasceva dai garage).

Qui come utente ascoltatore, oltre ad avere la possibilità di comprare i brani sconosciuti ascoltati, si può guadagnare scrivendone delle recensioni. Si tratta di musica strettamente indipendente (slegata da qualsiasi casa discografica) e contribuendo alla diffusione del passaparola si partecipa alla costituzione di un sistema musicale più aperto e vario.

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