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Parole chiave per pochi intimi

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“Questa keyword è troppo tecnica. Non la cercherà nessuno.”

Quante volte l’avete sentito dire? Anche nella sua versione contraria:

“Questa keyword è troppo generica. Ormai nessuno cerca più per singola keyword”.

La variabili sono due:

  • lunghezza della keyphrase;
  • terminologia utilizzata.

Nel primo caso, a fronte di un posizionamento che trascura ricerche troppo generiche, perderemo tutti quei potenziali clienti “abituati” a cercare per singola keyword, pensando che il motore di ricerca faccia il resto e sia in qualche modo collegato con le nostre sinapsi (chissà… forse un giorno ci arriveremo!). D’altro canto, se tentiamo un posizionamento per singola keyword, rischiamo di tralasciare ricerche di nicchia eseguite da utenti che cercano precisamente quello che noi offriamo.

Nel secondo caso, utilizzare termini troppo specifici significa perdere contatto con utenti e potenziali clienti che si stanno avvicinando al settore di riferimento. Mantenersi su termini superficiali o addirittura banali può, invece, dirottarci su altri mercati e di conseguenza su altri target.

Esempio: c’è un fotografo che ha messo in piedi un servizio di stampa on demand di fotografie digitali, fotoalbum, cartoline personalizzate e altri prodotti particolari.

Il sito non ha molte pagine, ma vuole tentare di raggiungere un target generico (tutti fanno foto) ma che sia abbastanza digitalizzato da gestire l’upload delle foto e creare autonomamente, ad esempio, fotoalbum personalizzati.

Quale strategia per la scelta del set di keywords e keyphrase ottimale? Keyword singola e specifica o kewyfrase lunga ma generica? O viceversa?

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