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Microsoft punta su Yahoo! per rilanciare ricerca e advertising

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La scorsa settimana si è chiusa con la notizia “bomba” dell’OPA di Microsoft su Yahoo!, che apre nuovi scenari e pone interrogativi circa lo sviluppo della vicenda.

Tante sono, infatti, le possibilità che si aprono dopo che Microsoft ha reso ufficiali e pubbliche le proprie intenzioni di acquisto, scelta dettata principalmente da una desiderio di rimonta sia nel versante della ricerca online che, soprattutto, in quello della pubblicità.

Google quasi certamente resterà a guardare, difficile pensare ad un’offerta al rialzo su Yahoo! che di fatto scatenerebbe le ire dell’antitrust. Anzi, a ben vedere Google potrebbe anche essere felice di questa acquisizione, dato che allontanerebbe definitivamente ogni accusa di monopolio o controllo del mercato.

Difficile anche pensare che gli azionisti Yahoo! non cederanno all’offerta di Microsoft, soprattutto dopo i deludenti risultati della società, questa occasione pare davvero unica e vendere potrebbe essere un ottimo modo per uscire con successo dall’investimento.

Lo scenario che si aprirebbe ad OPA conclusa positivamente sarebbe quello di due colossi della pubblicità online. Difficile, infatti, pensare che anche con questo nuovo soggetto Google perda il primato delle ricerche online, ormai saldamente nelle sue mani. Piuttosto è possibile che si apra maggiore concorrenza nel campo pubblicitario, con un “AdSense” conveniente e più remunerativo sia per inserzionisti che editori.

Allo stesso tempo non è tutto oro ciò che luccica, ci sono infatti alcune preoccupazioni soprattutto tra gli utenti di alcuni servizi molto 2.0 che Yahoo! tempo fa comprò e che, finora, sono stati lasciati relativamente autonomi e incontaminati (si pensi a Flickr o Delicious). Molti temono una “colonizzazione” in stile Live di questi servizi che rischierebbe di snaturarli.

Ora è però troppo presto per giungere a delle conclusioni o trarre dei bilanci, vedremo nei prossimi giorni quale sarà la risposta ufficiale di Yahoo! e come reagiranno i suoi azionisti.

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