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6000 nuovi posti di lavoro con meno pirateria

Basterebbe diminuire del 10% la pirateria informatica in Italia per una nuova primavera del settore IT, che potrebbe così offrire 6000 nuovi posti di lavoro. Il nostro Paese è, con la Grecia, la nazione europea più colpita dalla pirateria

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Una riduzione del 10% della pirateria in Italia nei prossimi quattro anni potrebbe portare a un aumento di seimila posti di lavoro. Pare non avere dubbi in proposito la società di ricerca Idc, che ha condotto uno studio [pdf] sui benefici economici connessi alla pirateria informatica per Business Software Alliance (BSA). Una proiezione interessante, che sembra confermare l’importanza del lavoro svolto dall’alleanza dei principali produttori IT del mondo, impegnati nella lotta contro la pirateria.

Secondo lo studio, una riduzione annua del 2,5% della pirateria informatica in Italia potrebbe portare a importanti benifici sul piano economico e occupazionale. Gli investimenti per il settore IT nel 2007 hanno contribuito alla generazione del Pil, posti di lavoro e naturalmente gettito fiscale. Stando ai dati rilevati da Idc, diminuendo la pirateria il settore IT italiano potrebbe generare circa 6200 nuovi posti di lavoro, 2,7 miliardi di Euro di entrate per le aziende e circa 750 milioni di Euro di gettito per il fisco.

Ma ridurre sensibilmente la pirateria informatica non serve solamente ad aumentare i posti di impiego e le entrate per le aziende. «La sfida della legalità nel tessuto produttivo italiano è innanzitutto una battaglia culturale. Pirateria e contraffazione vanno affrontate con la consapevolezza che non sono solo un furto ai danni delle società titolari di marchi e licenze ma anche un’azione diretta di evasione fiscale, un danno recato a tutta l’economia e a tutti i cittadini, un incentivo indiretto alla criminalità organizzata di natura mafiosa» ha dichiarato, senza mezzi termini, Giovanni Kessler, Alto Commissario per la lotta alla contraffazione.

Dal 2006 la pirateria informatica in Italia ha iniziato, seppur lentamente, a diminuire, passando dal 53% al 51% dello scorso anno. Secondo BSA, la strada da compiere è ancora lunga: il nostro Paese si colloca al secondo posto nella classifica Europea delle nazioni maggiormente affette da pirateria, superata solamente dal 64% della Grecia.

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