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Apple, taglio sulle stime di vendita

Alcune stime al ribasso proiettano di nuovo verso il basso le azioni Apple. Si prospetta infatti un periodo difficile per iPhone, iPod e laptop, il che prolunga il momento difficile dell'azienda nel contesto di un'economia sul filo della recessione

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I timori di recessione tengono l’economia USA sulla graticola. Basta poco per spingere al ribasso i listini, e titoli particolarmente forti ieri si trovano oggi in gravi situazioni di incertezza. Tra questi titoli anche e soprattutto quello Apple, in forte declino da inizio anno ad oggi e ieri vittima di un nuovo scivolone a causa di una stima relativa alle vendite future del gruppo.

La giornata si è chiusa con le azioni AAPL a quota 122 dollari: -5.69% nell’ultima seduta, -38% da inizio anno, ed ulteriori due punti percentuali persi nelle contrattazioni after-hour. Steve Jobs ha da breve scritto ai propri investitori incoraggiandoli ad aver fede nella mela di Cupertino, perchè il momento buio sarebbe passato e la primavera avrebbe portato novità forti. Ma i numeri sembrano urlare più forte. In giornata, infatti, una stima presentata da Craig Berger della FBR Research (fonte AppleInsider) ha suggerito l’ipotesi per cui Apple avrebbe tagliato di un ulteriore 10% le stime di vendita di iPhone e iPod per i mesi a venire. La cosa, nei giorni in cui vengono presentate le versioni rivedute e corrette dei due dispositivi, indica previsioni grigie e nuovo pessimismo per un gruppo che negli ultimi anni aveva abituato fin troppo bene i propri azionisti.

Ma non solo. L’analista FBR Research scocca la freccia peggiore nel momento in cui suggerisce dati al ribasso anche per quanto riguarda le vendite dei vecchi notebook in listino. La cosa, per contro, potrebbe essere in parte essere inquinata da quanti sposteranno al MacBook Air la propria preferenza, ma in generale ogni ombra sul comparto notebook diventa gravosa per un gruppo che sul comparto basa gran parte del proprio mercato.

La giornata non ha visto gruppi al rialzo se non il solo eBay, peraltro tra i migliori insieme a Microsoft in questo primo scorcio del 2008 nel settore dei tecnologici (Yahoo a parte, al centro di una vicenda che fa storia a sé).

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