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Ma che cosa è il P2P e perchè se ne parla tanto?

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Nel nostro blog onep2p, potete già trovare molti post riguardanti novità, eventi e interessanti righe su tutto ciò che concerne il mondo del P2P; questi, però, potrebbero risultare un po’ fuori luogo per un nuovo utente d’informatica, per uno che non vive a contatto con questo mondo.

Su Wikipedia si può leggere:

“Con peer-to-peer (o P2P) si intende una rete di computer o qualsiasi rete informatica che non possiede client o server fissi, ma un numero di nodi equivalenti (peer, appunto) che fungono sia da client che da server verso altri nodi della rete”

Da queste righe capiamo innanzitutto che P2P è una abbreviazione che sta per “peer to peer“, una tecnologia che mette in diretta comunicazione più computer (nodi di una rete), senza che ci sia un server (computer molto potente) o un client (computer che richiede un servizio al server), o meglio i computer fungono sia da server che da client.

Questa possibilità di comunicazione è sfruttata per la condivisione di file, usando dei programmi appositi quali eMule, Bittorrent, Limewire, uTorrent o Bearshare, basati su reti diversi, ma ci tengo a ribadire, hanno tutti un fine comune: permettere all’utente di sfruttare la tecnologia peer to peer per condividere file (immagini, canzoni, documenti di testo, video, programmi, ecc.) ovviamente non coperti da diritti d’autore.

Questa possibilità, è una grande cosa: pensate di aver scritto una vostra opinione, una vostra opinione su un fatto a cui tenete: utilizzando uno dei programmi citati in precedenza, inserendo il file in un’apposita cartella gestita da codesto programma, potete far sì che chiunque abbia il vostro stesso programma installato sul proprio computer, possa accedere a questo file, a questa vostra cartella e leggere questa vostra opinione: credo che sia evidente la facilità di comunicazione che offre questa tecnologia!

Ultimamente però, si parla tanto di P2P per fatti legati alla legge: dovete sapere, infatti, che condividere opere protette da copyright, ovvero opere di cui i creatori dell’opera ne detengono i diritti, è illegale, anche se non si fa ciò per scopi di lucro (ovvero se non c’è un guadagno da questo atto). Se io acquisto un DVD, ne creo una immagine cd (iso) e lo condivido su una di queste reti peer to peer utilizzando uno dei tanti programmi a disposizione, commetto un crimine e anche chi scarica il film commette un reato, anche se non ricava un guadagno dall’azione dello scaricare!

Tutto questo discorso è estendibile a qualsiasi opera coperta da copyright, da una immagine ad una canzone, da un programma ad una guida testuale.

L’ultima parola la lascio a Francesco Caccavella, che su ICTv.it ci spiega cosa è il P2P:

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