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Tutte le novità di Nokia dalle mappe all’N96

La nuova strategia Nokia è tutta sul concetto di navigazione sia in rete che via satellite. Al 3GSM di Barcellona l'azienda ha presentato un social network e 4 nuovi telefoni, due orientati alle mappe online e 2 che sostituiscono i 'vecchi' N95 e N73

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Navigazione è la nuova parola d’ordine alla Nokia. Al 3GSM di Barcellona la società finlandese ha presentato i suoi piani per il 2008 declinati secondo due principali direttive: la navigazione satellitare e la navigazione in rete come caratteristiche fondanti di tutti nuovi telefoni e servizi presentati.

È stato prima Olli-Pekka Kallasvuo, CEO dell’azienda, a mostrare i nuovi telefoni particolarmente orientati alle mappe, il 6220 classic e il 6210. In particolare il 6210 si presenta come il device definitivo per la navigazione della prossima generazione secondo Nokia. L’obiettivo è spingere i nuovi servizi di mappe 2.0 costruiti con una particolare attenzione ai pedoni.

Perchè oltre al consueto mercato di navigatori da macchina, Nokia ha pensato anche che il telefono cellulare è un device da tasca e che può essere utile per orientarsi a piedi, sostituendo le cartine e le mappe cittadine. Dunque arriva una versione del software di navigazione pensata appositamente per i pedoni, con percorsi appositi e visualizzazioni customizzate. Le mappe poi possono essere normali, con foto satellitari o ibride, proprio come si vedono in rete e come già fa Google anche sui cellulari e in più il software rileva gli spostamenti dell’utente tramite una bussola e ruota la mappa di conseguenza.

Viene poi è il turno del vice presidente della sezione software & service Niklas Savander il quale illustra la strategia per la navigazione in rete e i nuovi servizi tra cui il già anticipato Share on Ovi: il primo servizio targato Ovi, un social network che propone la condivisione e l’archiviazione di più 100 tipi di file diversi e che mette in pratica l’acquisizione di Twango. Tutto è destinato ad arrivare nel secondo quarto del 2008, anche se la compagnia ammette di non essere effettivamente pronta. La scelta dichiarata è di andare sul mercato come prima cosa anche a costo di fornire dei servizi non impeccabili per poter imparare e progredire.

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