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Yahoo verso il grande rifiuto?

Yahoo potrebbe annunciare in giornata il proprio rifiuto all'offerta Microsoft. Sunnyvale non sarebbe soddisfatta per i 31 dollari offerti, dunque si potrebbero tirare in campo altre ipotesi pur di spingere Microsoft ad alzare la posta

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Ebbene sì, Yahoo potrebbe rifiutare l’offerta Microsoft. È questo quanto trapela da un weekend di bocche serrate a Sunnyvale, con rumor in fervente circolazione che indicano una scelta ormai presa: gli azionisti Yahoo non intendono accettare 31 dollari per ogni azione, dunque potrebbero aprirsi ulteriori giorni di surplace in attesa di capire cosa ne sarà della più grande operazione finanziaria del mondo ICT degli ultimi anni.

Questo è quanto: si vocifera del fatto che Yahoo sia pronto a respingere l’offerta. Sul dopo, invece, è tutto un susseguirsi di voci e indicazioni che aggiungono incertezza ad una situazione già di per sé di difficile lettura. Yahoo, infatti, ormai difficilmente potrà proseguire per la propria strada come nulla fosse e gli azionisti batteranno ora cassa chiedendo quantomeno una spiegazione per il rifiuto apportato. Tre le ipotesi più accreditate al momento.

Primo: Yahoo potrebbe aver trovato una stampella in Google. Sembra però questa una situazione più suggestiva che non realistica, con l’antitrust pronto a ruggire contro qualsivoglia avvicinamento tra le parti. Secondo: Yahoo potrebbe cercare una fusione con AOL (oggi nelle mani di Time Warner), con vari altri gruppi pronti ancora a fare timidamente la corte al gruppo di Jerry Yang. Terzo: Yahoo sta solo tirando la corda e pretende da Microsoft semplicemente una quotazione più credibile per portarsi a casa tutto quello che è il brand, l’utenza, l’esperienza e l’insieme di servizi correlati al motore di ricerca.

Si ipotizza dunque per Yahoo una richiesta sottobanco di 40 dollari per azione, con Microsoft pronta ad un’offerta da 31. Si potrebbe trovare un incontro a metà, ma l’apertura di Wall Street oggi potrebbe dire molto di più sulla situazione: Yang deve ancora parlare ufficialmente, gli azionisti devono ancora decidere cosa farsene dei propri capitali e Microsoft deve avere il tempo di valutare la risposta per organizzare eventualmente una contro-offerta che non scontenti i propri azionisti (già preoccupati per l’esosità di un’operazione tanto meritevole quanto pesante per le casse del gruppo).

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