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Per sopravvivere alla campagna elettorale, we want you (tube)!

Sapete vero che ci aspettano due mesi di nauseabonda e cerebralmente offensiva subcomunicazione politica italiana? Due mesi di aggressivo nulla che riempirà gli studi tv, di demenziali pantomime ideologiche, di irritanti quanto superficiali proclami (giù le tasse, su i salari, via i criminali, più lavoro) in bocca a gente che da lustri e lustri sta [...]

Sapete vero che ci aspettano due mesi di nauseabonda e cerebralmente offensiva subcomunicazione politica italiana?

Due mesi di aggressivo nulla che riempirà gli studi tv, di demenziali pantomime ideologiche, di irritanti quanto superficiali proclami (giù le tasse, su i salari, via i criminali, più lavoro) in bocca a gente che da lustri e lustri sta dando prova solo di conformismo, incompetenza, totale mancanza di coraggio, populismo d’accatto e che è creativa e proattiva solo quando si tratta coltivare gli interessi propri e delle conventicole amiche, a totale discapito del paese. Gente che per di più ha preteso e pretende di essere votata a scatola chiusa, dimostrando così l’idea che ha di noi: una massa di docili ovini che si fa perfino scippare il diritto di scegliere i propri governanti.

Ecco, immaginate un trasmissione tv lunga due mesi con Schifani, Dini, Mastella, Ferrara, Diliberto e Rutelli che si sbracano e urlano e s’interrompono e fanno per l’ennesima volta finta di accapigliarsi su dei programmi politici (lol!). Ecco, smettete di immaginarlo: questo è esattamente ciò che ci aspetta. Meglio il suicidio, no?

Ebbene, tra il suicidio e la sindrome da inebetimento, forse c’è una terza via: una bella guerriglia dell’immaginario sul web.

Smettiamo di blog-giocare agli opinionisti: l’opinionismo, male peculiare di questa italia di spettatori sull’orlo del baratro, è l’ospizio delle intelligenze, l’epitome e il simbolo pregnante di quella critica baristica e inane su cui prosperano gli schifani e i diliberti.

Smettiamo di linkare a catena e commentare nel merito gli ultimi sbrodolamenti politici autoreferenziali di Repubblica e Corriere: non hanno meriti, e nulla c’è da commentare. Compatiamoli piuttosto gli opinionisti e i redattori di Repubblica e Corriere, e lasciamoli al loro triste destino di figuranti in questa recita immonda che è la politica italiana.

Noi, qui, fortunati abitanti di un medium per ora difficilmente normalizzabile, smettiamola insomma di essere la prosecuzione di Vespa con altri mezzi e proviamo a divertirci e a raccontare come stanno per davvero le nostre cose, alla faccia della bar (non è un refuso) condicio.

Facciamocela qui sul web, la nostra vera, selvaggia, festaiola campagna elettorale. Smontiamo i fondi degli opinionisti, trituriamo i feed televisivi, rimontiamo frasi, memorie, azioni, facce. Parliamo di ideali, contrapponiamo il loro logorroico nulla alla realtà che ci circonda, e prendiamoli per il culo a morte (stupisce, ma è una cosa che li fa imbufalire: vi siete mai chiesti come mai la satira in Italia sia scomparsa dai media?).

E che si fottano i tg (ehi, non guardatemi male: non vagheggio rivoluzioni – non sia mai, eh? – ma solo una ben più basilare libertà di comunicazione e d’immaginario).

Intanto, di là dal mare…

will.i.am – obama’s song

john.he.is – mc cain’s song

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  • Alb

    Va bene,
    il problema è che non possiamo fregarcene del tutto, questi decidono quante tasse pagheremo (e soprattutto chi le pagherà), che cosa vedremo al cinema in televisione e sui giornali (no, nessuno di noi è impenetrabile rispetto a questi media), che cosa si insegnerà nelle scuole e nelle università, se ci aspetta un futuro, quello che sia, o un ritorno al passato.
    Ci vogliono forme nuove di partecipazione, non c’è dubbio.
    Dobbiamo inventarcele.

  • http://www.philotto.it/paraphernalia/ Luca Carlucci

    “Ci vogliono forme nuove di partecipazione, non c?è dubbio.
    Dobbiamo inventarcele.”

    E’ esattamente questo il punto del post. Costruire un’agguerrita concorrenza informativa a giornali e televisione è una possibile forma di partecipazione alla vita civile di questo paese.