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Un Leopard più agile?

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E così l’aggiornamento a Leopard 10.5.2 è finalmente arrivato, carico di doni e novità come la slitta di Babbo Natale. Atteso da alcune settimane, il mega upgrade ha sostanzialmente confermato i numerosi rumors e boatos che tradizionalmente accompagnano il rilascio di nuovi software e dispositivi da parte di Apple.

Nella tarda serata di ieri, il mio Mac iSight G5 compagno di tante avventure mi ha segnalato la disponibilità del nuovo fiammante aggiornamento: 180 Mb appena scodellati dagli sviluppatori di Cupertino. Compiuto il doveroso download, il software ha provveduto automaticamente all’installazione del corposo upgrade. Dopo circa sette minuti in cui la barra di avanzamento non si è schiodata di un micron, ho iniziato a temere seriamente per l’integrità del sistema operativo e per i dati di cui non avevo eseguito un backup. Con tanta pazienza Zen, maturata in anni di Windows, ho atteso con fiducia lo sviluppo degli eventi.

Quando alla disperazione stava ormai subentrando la rassegnazione, il mio Mac ha dato qualche segno di vita, riavviandosi un paio di volte offrendo qualche schermata azzurra. Ancora qualche minuto di suspense e Leopard è tornato completamente operativo. Occorrono dunque una quindicina di minuti per installare correttamente la versione 10.5.2 su un Mac G5. Terminato l’aggiornamento, ho potuto poi scaricare l’upgrade del “sistema grafico” da 50 Mb e procedere alla sua installazione, naturalmente molto più rapida rispetto alla precedente.

Probabilmente un Mac ormai datato come il mio non è il miglior metro di giudizio per farsi un’opinione completa sui miglioramenti apportati dal nuovo aggiornamento. Dopo qualche ora di “rodaggio” ho comunque notato con piacere una maggiore fluidità nella gestione delle applicazioni e dell’interfaccia grafica. Rispetto a Tiger, Leopard risultava spesso lento e poco reattivo agli input forniti dall’utente: un gigante con i piedi d’argilla, sicuramente meglio rispetto ai piedi di marzapane di Vista, ma pur sempre imbolsito e poco performante su un Mac ormai “anziano”.

La versione 10.5.2 sembra dunque aver risolto la pesantezza del codice, rendendo Leopard un sistema operativo più fresco e agile. E’ naturalmente presto per trarre qualsiasi conclusione definitiva sul nuovo aggiornamento, un ulteriore rodaggio metterà probabilmente in evidenza qualche brutta sorpresa, ma nel complesso la sensazione di miglioramento si sente. Che sia autosuggestione? Utenti Mac, che ne dite? Fatevi sentire.

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