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Comcast si difende: «La rete va gestita»

Il secondo provider di connettività alla rete statunitense ha presentato un fascicolo alla commissione per le comunicazioni nel quale spiega che non blocca nessun contenuto ma ne gestisce solo il traffico in modo che alcuni utenti non danneggino gli altri

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Procede la questione Comcast, il provider di telefonia accusato nel 2005 di non rispettare la net neutrality privilegiando il passaggio di determinati contenuti attraverso i suoi cavi piuttosto che altri. In un fascicolo di 80 pagine consegnato alla commissione federale per le comunicazioni degli Stati Uniti Comcast ha spiegato che non blocca nulla ma che privilegia il passaggio di alcuni contenuti a discapito di altri perchè è meglio così.

Le chiama «misure ragionevoli per la gestione del traffico»: trattasi di una procedura che tende a rallentare certi tipi di dati quando questi congestionano la banda, quando cioè il fatto che un utente scarichi tantissimo inficia la qualità del servizio erogato ad altri utenti. Ma, dice Comcast, assolutamente non bloccano contenuti e paragona il suo operato a quello di un vigile urbano che nelle ore di punta dirige il traffico non bloccando nessuno ma stabilendo delle priorità in modo che nessuno rimanga danneggiato, dunque nessuno viene bloccato ma in molti sono temporaneamente fermati per consentire il transito anche alle altre macchine.

Le accuse invece erano proprio di blocco di contenuti e quindi violazione della net neutrality (che non è ad ogni modo una legge ma un’intesa e una linea di condotta morale), ma ancora Comcast ribatte che «non esiste neutralità in una rete che non è non gestita, perchè in quel caso gli utenti che fanno un sovrautilizzo della banda hanno la meglio sugli utenti normali». Quello che Comcast vuole precisare è che una certa gestione della banda è indispensabile perchè sia erogato un buon servizio a tutti i clienti. Ma i gruppi di protezione della Net Neutrality non concordano: Comcast non “gestisce”, ma fa fuori i concorrenti.

L’ISP statunitense (il secondo per grandezza con 13 milioni di clienti), che ha recentemente smentito di voler tentare anch’esso l’assalto a Yahoo, si è dovuto giustificare in particolar modo dopo che investigazioni private avevano scoperto che i contenuti più “trattenuti” erano quelli relativi al traffico BitTorrent, individuato come una delle attività che più “mangiano” banda in assoluto. Di sicuro c’è il fatto che tutti gli ISP hanno problemi relativi alla gestione della banda per erogare un buon servizio ai molti clienti che hanno e Time Warner Cable Inc (7,5 milioni di clienti negli Stati Uniti) sta pensando addirittura di far pagare un conguaglio agli utenti che più sfruttano la banda a seconda di quanto eccedono un tot mensile.

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