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Arriva il CAO

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Abbiamo già parlato dei CIO e della loro importanza in azienda, ma adesso una nuova figura professionale è all’orizzonte. Nasce, infatti, la nuova figura del CAO, chief attention officer.

Le aziende sentono la necessità sempre maggiore di una buona struttura in grado di interagire con tutti i canali di comunicazione.

La fase di gestione della propria immagine, che va dall’anticipazione dei potenziali problemi, alla creazione di meccanismi per gestire gli stessi problemi, alla malaugurata situazione in cui la crisi è già in stato avanzato, in cui spesso la propria reputazione è già in parte compromessa e quel che resta da fare è “solo” gettare acqua per spegnere le fiamme, diventa sempre più problematica. Serve una figura che se ne faccia carico con efficienza e competenza.

Questo è il compito del CAO che deve essere, soprattutto, aggiornato su tutte le nuove tecnologie di comunicazione. Infatti, la sfida diventa sempre più competitiva grazie alla tecnologia (si legga soprattutto Internet) che aumenta esponenzialmente il numero di canali di comunicazione, l’integrazione globale, la moltiplicazione degli stakeholder, il bisogno di trasparenza.

Dunque per la gestione dell’immagine aziendale non basta più un ufficio stampa ben attrezzato, ma serve soprattutto una nuova figura, quella del chief attention officer: ha la funzione di un direttore dei corporate affair, ma in più deve saper costruire una posizione aziendale sui diritti umani, saper intessere relazioni con le associazioni non governative, con i diplomatici. E ancora, deve fare i conti con la velocità cui le notizie viaggiano, e con la gestione di tutte le tecnologie correlate.

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