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Tra Microsoft e Yahoo si inserisce Alibaba

Polemiche e preoccupazione in Cina per come un eventuale nuovo e vincente assalto di Microsoft a Yahoo potrebbe influenzare il controllo che l'azienda di Sunnyvale ha su Alibaba, compagnia di ecommerce B2B cinese al 39% controllata da Yahoo

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Si è creato uno strano triangolo tra Yahoo, Microsoft e Alibaba, la società cinese specializzata nelle transazioni di ecommerce business to business che può vantare un sito con 15 milioni di utenti registrati e una solida presenza sul mercato orientale.

L’origine di tutto è nel fatto che Alibaba è controllata al 39% da Yahoo da quando nel 2005 la società ha sborsato 1 miliardo di dollari, un controllo molto blando nonostante la forte quota che è sempre andato molto bene al governo e alle istituzioni cinesi (che notoriamente non amano intrusioni nel loro sistema rigidamente controllato), ma che potrebbe essere messo in crisi dall’eventuale scalata di Microsoft alla società di Sunnyvale.

Nulla di serio, dunque: solo preoccupazioni. Tuttavia lo scenario si complica, specialmente se si considera che il 90% degli investitori istituzionali più importanti di Yahoo sono anche azionisti Microsoft (e in linea di massima hanno più quote a Redmond che a Sunnyvale) e che dunque vedrebbero di buon occhio il tanto strombazzato matrimonio. Così tanto da spingere Microsoft a fare presto un’altra offerta più alta e accompagnata da importanti pressioni.

Sembra dunque alle porte una nuova offerta che arrivi a valutare almeno 40 dollari ad azione un’azienda le cui quote al momento sono scambiate a 29,66 dollari l’una. Quello che tutti, e specialmente i cinesi, sembrano chiedersi è come nel caso di un’eventuale vittoria di Microsoft il controllo di una così forte società occidentale potrà influire sul mercato e l’economia solitamente molto rigidi della Cina. Alibaba è presa tra due fuochi, insomma, ma sembra non voler subire la situazione: il gruppo chiede di avere voce in capitolo e le autorità orientali potrebbero avere in tal senso un ruolo importante nel valutare quel che sarà del gruppo dopo un eventuale rilancio dell’OPA-

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