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L’importanza della Net Neutrality

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Una delle caratteristiche della Rete che la rendono unica e totalmente diversa dagli altri mezzi di comunicazione è l’equità. In rete non esiste il concetto di gerarchia proprio perché, per sua natura, la rete è costituita da punti tutti sullo stesso piano: ciascun punto può essere più grande o più piccolo, può generare più traffico o meno traffico, ma non sarà mai sottoposto o dipendente da un altro. Anche per questo motivo è nato il web 2.0 (probabilmente già il web degli esordi sarebbe dovuto essere condiviso e partecipato, ma non eravamo ancora pronti), ed è per questo motivo che si parla di Net Neutrality.

La neutralità della rete è uno dei fondamenti sui quali si posa la nostra possibilità di condividere, partecipare, di essere un punto della rete: se questo elemento venisse anche solo modificato in qualche modo verrebbero meno una serie di diritti che abbiamo come utenti.

È importante che, almeno in questo mondo digitale che sta appena nascendo, non valga la regola (ormai condivisa e assodata nel mondo analogico, purtroppo) “La legge è uguale per tutti ma per qualcuno è più uguale che per altri”. Governi e Ministeri dovranno tenere d’occhio la cosa in ogni piccolezza, soprattutto da quando la convergenza con il mobile si fa sempre più insistente. La rete mobile infatti non è neutrale e non lo è mai stata fin dalle sue origini.

Abbiamo assistito negli ultimi mesi ad alcuni casi eclatanti di violazione della neutralità di fronte ai quali le reazioni generali, credo, sono state troppo pacate. In Italia l’ADUC ha denunciato Tele2 per un presunto vincolo nella navigazione imposto agli utenti (per approfondire) mentre negli Usa la Comcast, il secondo più importante provider della nazione, è sotto inchiesta da quasi due mesi per il rallentamento delle reti p2p.

Di recente la Comcast ha consegnato una relazione alla commissione d’inchiesta in cui ammette di rallentare il traffico ma una gestione differenziata dei vari tipi di dati è necessaria per non far ingolfare eccessivamente il network. La questione, in effetti, si complica perché la neutralità della rete, sostiene Comcast, non sarebbe totalmente nelle mani degli ISP: se, infatti, alcuni utenti fanno un uso sproporzionato di banda, penalizzano automaticamente altri.

Intanto in politica qualcosa sembrerebbe muoversi: come si legge su Punto Informatico, dovrebbe essere pronta una legge che vieti “di interferire in maniera irragionevole con il giusto diritto di accedere a tutti contenuti telematici attraverso le reti a banda larga”.

Sul tema Net Neutrality, esigenza ancora così poco sentita, ci si dovrebbe soffermare un po’ di più affinché non venga violato uno dei principi base della Rete. Per approfondire vi rimando a un’
intervista ad Alfonso Fuggetta, al sito Save the internet e a un post di Newteevee

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