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Sgominata rete cracker da 44 milioni di dollari

In pochi mesi, 17 cracker canadesi hanno infettato circa 100.000 computer per inviare messaggi di spamming e phishing, ma anche per sottrarre dati personali e documenti. Tratti tutti in arresto, i pirati informatici rischiano 10 anni di carcere

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Avevano allestito una vera e propria rete criminale per danneggiare i sistemi informatici di numerose aziende e società. Operativi principalmente nel Quebec (Canada), diciassette pirati informatici hanno portato a segno numerose attività illecite prima di essere rintracciati e arrestati dalle forze di polizia. Secondo una prima stima effettuata dagli inquirenti, il gruppo di cracker avrebbe causato danni per oltre 44 milioni di dollari.

Specializzati nelle attività di spamming e phishing, i pirati informatici installavano all’insaputa degli utenti dei “botnet”, particolari applicativi programmati per inviare messaggi di posta elettronica a raffica sfruttando la connessione del computer infettato. Utilizzando altri malware, i cracker erano in grado di assumere pieno controllo dei PC per mascherare i loro attacchi ai siti web, generalmente organizzati per sottrarre dati e informazioni personali come numeri di conto corrente per accedere ai servizi di home banking.

Le cifre di questa task force di cracker sono a dir poco impressionanti e testimoniano la grande pervasività raggiunta dal loro network criminale. Operando da una dozzina di città diverse del Quebec, i diciassette pirati informatici erano riusciti a creare una rete internazionale senza confini e costantemente in espansione. In pochi mesi, i cracker ora tratti in arresto sono riusciti a infettare 39.000 computer in Polonia, 28.000 in Brasile e 26.000 in Messico. L’operazione ha interessato numerosi altri paesi, ma con una quantità di computer infettati per nazione molto minore. Secondo gli inquirenti, la rete criminale avrebbe compiuto circa 100.000 intrusioni in un centinaio di stati nazionali.

I diciassette pirati informatici arrestati dalla polizia del Quebec sono giovanissimi, con età medie che oscillano tra i 17 e i 26 anni; stando alle forze di polizia tre non sarebbero nemmeno maggiorenni. Per i membri della rete criminale da poco smantellata si prospetta ora un difficile processo. Se le accuse dovessero essere confermate, i pirati informatici potrebbero essere condannati a scontare fino a dieci anni di carcere.

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