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L’indirizzo IP è un dato personale?

Una commissione dell'Unione Europea ha proposto di fissare lo stato degli indirizzi IP come dati personali soggetti alle leggi sul loro trattamento. Google per contro sostiene che tale tesi non possa essere sostenuta. Il dibattito è in corso

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C’è una battaglia in corso ed è tutta incentrata sul concetto di indirizzo IP e di come si relazioni al computer e all’individuo cui di volta in volta è assegnato. A contrapporsi sono le idee di Google e quelle del parlamento europeo.

Il mese scorso è stata sollevata la possibilità dal Comitato per le libertà civili del Parlamento Europeo che l’indirizzo IP fosse assimilato ai dati personali, cioè che la sua gestione (con tutte le possibilità di tracciamento che comporta) diventi soggetta alle medesime restrizioni degli altri dati personali.

E Google è il principale avversatore di una simile possibilità principalmente perchè è proprio facendo una gestione più libera delle informazioni relative agli indirizzi IP che riesce a prevenire la piaga in crescita del click fraud sui suoi AdSense (il fenomeno cioè dei click fraudolenti sugli annunci a scopo di lucro o per fini legati a concorrenza di mercato);.

La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: l’indirizzo IP è alle volte un’informazione personale e alle volte no, e ciò che Google vuole prevenire è proprio un documento nero su bianco che ne fissi lo stato. Inoltre in un post sul Google Public Policy Blog, Alma Whitten, software engineer, ha sostenuto che un indirizzo IP non è un dato personale perchè i provider li cambiano di frequente. D’altra parte è però vero che si tratta di un dato con il quale è facile risalire all’identità di un utente.

L’opinione generale in rete è che Google non abbia tutti i torti: un indirizzo IP non dovrebbe essere equiparato ad un dato personale, tuttavia non può nemmeno essere considerato completamente diverso poichè coadiuva all’identificazione dell’utente. E a poco serve sostenere che l’indirizzo identifica un computer ma non chi lo stia usando: infatti il parallelo regge con la numerazione telefonica, nel qual caso però il numero viene considerato dalla legge un dato personale degno di tutte le tutele previste.

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