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Produzione a 2nm? Futuro possibile grazie a DNA e nanotubi

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Qualche giorno fa, National Science Foundation aveva parlato del possibile superamento della legge di Moore. Oggi scopriamo che IBM starebbe lavorando ad una nuova tecnologia produttiva, basata su nanotubi di carbonio con l’utilizzo di matrici organiche, che renderebbe di fatto possibile il superamento di tale legge.

Si schiudono dunque le porte ai computer quantistici. Come sappiamo la tecnologia dei nanotubi in carbonio non è una novità di questi giorni, la vera innovazione sta nell’utilizzare nanostrutture di DNA, che per loro natura si autoassemblano in forme predefinite, ed utilizzarle come substrato organico su cui realizzare i circuiti con i nanotubi, nanoconduttori di silicio e punti quantistici.

L’impalcatura organica è destinata ad essere eliminata in un secondo momento, lasciando inalterata la parte in carbonio e silicio. Le applicazioni sono ovviamente innumerevoli, tra queste vi sarebbe la possibilità di realizzare microprocessori dalla velocità sorprendente o memorie con capacità di archiviazione fino ad oggi inimmaginabile.

Ad oggi, si parla di un processo produttivo teorico di 2 nanometri, decisamente inferiore ai 45 nanometri adottati per i processi produttivi più efficienti oggigiorno utilizzati.

Le difficoltà di realizzazione sono ovviamente numerose, prima tra tutte il riuscire a mescolare materiale organico ed inorganico. Tuttavia, secondo IBM, i progressi sono tangibili e probabilmente, per il primo computer quantistico, si dovrà attendere meno dei 15 anni necessari per lo sviluppo della tecnologia a nanotubi/DNA, preannunciati da IBM stessa.

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