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Una occasione per cambiare in meglio non per distruggere

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Era il 1997, un referendum minacciava l’abolizione dell’ordine dei giornalisti e lo scrivente si occupò della messa a regime di un corso di aggiornamento per giornalisti professionisti disoccupati in Piemonte. Arriviamo al 2008 e per caso lo scrivente si trova di nuovo ad avere per ragioni diverse rapporti più frequenti con l’ODG. Siamo nel 2008 e Beppe Grillo rilancia l’abolizione dell’Ordine. Potrebbe essere un caso ? Sicuramente sì, ma in 11 anni Il mondo è cambiato molto, l’ODG molto meno.

Come consiglia Mantellini vale la pena di utilizzare l’occasione del Vday per riflettere concretamente sul senso di molti aspetti a cui si correla il Vday stesso, dedicato al mondo dell’informazione. Ad esempio all’Ordine dei Giornalisti.

L’esistenza dell’Ordine sarebbe ancora un fattore importante. Se si cerca di leggere criticamente l’insieme di apparati giuridici che tutelano l’informazione in questo paese, l’esistenza in vita di un Ordine attento, dinamico, non autoreferenziale e gestito in modo proattivo sarebbe un fattore importante.

Ma… iniziano i ma.

Le leggi che regolano il giornalismo italiano sono ancora troppo distanti dall’evoluzione tecnologica e concettuale che ha investito come uno tsunami il mondo dell’informazione. In seconda analisi nonostante il livello di autocritica dell’Ordine stia crescendo negli ultimi tempi, L’ODG sta comprendendo che solo con una etica e una deontologia spiccata e con una capacità di puntare a una limpidezza concettuale nell’operato di tutta la classe giornalistica questa davvero può rappresentare qualcosa di importante in questo paese ed avere un senso nel futuro.

La credibilità della media dei giornalisti attuali sta scendendo, le nuove generazioni non credono nell’Ordine perchè ne sentono solo l’oppressione e non valori e parole come etica e rispetto del lettore.Il mondo dei lettori o degli utenti, e con questo il mercato e il modo di costruirsi l’informazione, corre nella società delle reti.

Il rischio di parlarsi addosso e di tutelarsi come casta è semplicemente dietro l’angolo. E un nuova proposta di abolizione trova sempre terreno fertile. Salvo una sensata riforma dell’Ordine guardando avanti e non coltivando giardinetti.

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