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1.8 miliardi di dollari e la CBS si mangia CNet

1.8 miliardi di dollari e la CNet passa improvvisamente di mano. Il maggior polo informativo del web statunitense passa nelle mani della storica televisione creando un impero che parte da Last.fm e arriva a News.com passando per MP3.com e Download.com

Non è tutto oro quel che luccica, però. Se CNet ha subito accettato l’operazione, dalla parte opposta c’è chi valuta come eccessivamente onerosa la spesa affrontata. Trattasi infatti, secondo alcuni, di una manovra obbligata in quanto il gruppo CBS sarebbe in generale quello maggiormente esposto ad un possibile rallentamento del mercato pubblicitario. I motivi sono vari e tali da mettere alla berlina un gruppo che si è trovato così costretto ad estendere il proprio raggio d’azione pur pagando a caro prezzo gli importanti asset fagocitati.

Tra i fattori che mettono maggiormente in crisi la stabilità della CBS nel medio periodo vi è la forte dipendenza dal dollaro: in caso di ulteriore rallentamento dell’economia USA, infatti, il gruppo si troverebbe esposto per il 72% contro il 44% di News Corp, il 35% di Viacom e il 19% di Time Warner. La crescita del mercato pubblicitario tarpa tali squilibri, ma in prospettiva il pericolo potrebbe essere eccessivamente pesante: la nuova acquisizione giunge dunque probabilmente in tempo per fare un passo oltre, diversificando le attività ed aggiungendo nuova materia all’impero CBS.

Le azioni CBS son scese in giornata del 2% in una giornata generalmente molto positiva per il listino mentre le azioni CNet volavano (ovviamente) del 43% a quota 11.39 dollari. Alla luce del forte esborso annunciato, la caduta è stata tutto sommato ammortizzata bene ed a ciò devono aver contribuito in modo determinante le opinioni attendiste degli analisti che hanno sentenziato un “hold” sulle azioni in attesa di capire i prossimi piani programmatici del gruppo.

Nulla è dato a sapersi al momento relativamente al destino del management CNet. Da CBS giungono solo complimenti, ma da tempo nel board non era più tutto rose e fiori. Sarebbe quest’ultimo scollamento il motivo primo dell’apertura alla cessione, creando così i presupposti per una situazione che ha visto comunanza di intenti con il polo acquirente. A questo punto un rimpasto dei piani alti del gruppo è cosa più che prevedibile.

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