Terremoto in Cina: il Web si ferma per tre giorni
I tre giorni di lutto nazionale indetto per ricordare le vittime del terremoto nella regione del Sichuan interessano anche i siti Web cinesi, che limiteranno le loro offerte di intrattenimento come richiesto dal governo di Pechino
Anche il mastodontico portale dedicato alle Olimpiadi di Pechino 2008 dedica nella homepage uno spazio di riguardo ai tre giorni di lutto nazionale. «Tre giorni di lutto in onore delle vittime del terremoto nella contea di Wenchuan e nella provincia del Sichuan» recita un vistoso banner in bianco e nero ornato con una semplice candela, mentre il box generalmente utilizzato per le notizie sulle imminenti Olimpiadi riporta notizie e informazioni sulle aree distrutte dal sisma. Di concerto con le autorità cinesi, il comitato organizzatore dei Giochi di Pechino ha inoltre disposto la sospensione del già travagliato viaggio della torcia olimpica.
Il portale della società The9, distributrice in Cina del fortunato videogioco World of Warcraft e di Fifa Online 2, ha sospeso interamente le propie attività, aderendo totalmente ai tre giorni di lutto con tutti i suoi siti Web satellite. Gli utenti dei portali sono invitati a riflettere sulla devastazione del Sichuan e ad agire con donazioni e contribuiti per alleviare le sofferenze dei superstiti, sul cui numero aleggiano ancora cifre fortemente discordanti. Anche QQ, il portale del principale sistema di messaggistica istantanea cinese, aderisce ai tre giorni di lutto nazionale offrendo principalmente le notizie sul sisma e le informazioni necessarie per le donazioni. Le news legate all’intrattenimento sono comunque accessibili senza particolari limitazioni, almeno al di fuori della Cina.
L’imposizione del lutto anche sul Web, con criteri e dinamiche simili a quelli degli old media, non è una procedura cui gli internauti occidentali sono particolarmente avvezzi. Ciò dimostra come il governo di Pechino sia in grado di controllare buona parte della Rete in lingua cinese o, per lo meno, di applicare forti pressioni sugli operatori online per vedere soddisfatte le proprie richieste. Tuttavia, in questo specifico caso, le limitazioni imposte dal governo della Cina vanno inquadrate in un momento estremamente duro e difficile per l’intera nazione, che ha dovuto fronteggiare un’emergenza colossale approntando soccorsi e aiuti in pochissimi giorni per centinaia di migliaia di persone. A differenza di quanto si potesse immaginare, le maglie della censura si sono mostrate meno strette del solito, specialmente in Rete, lasciando ampio spazio d’azione agli utenti del Web 2.0 cinese, che hanno avviato un flusso continuo di informazione sul Sichuan e sui soccorsi. La speranza è che, terminata l’emergenza, gli internauti non vengano nuovamente privati delle loro piccole libertà conquistate online.
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