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Jobs tratta con le major, si parla di iPhone

Per il lancio del prossimo modello di telefono Apple che incorporerà anche potenzialità di connessione 3G Jobs vorrebbe anche lanciare la vendita di musica da iTunes ma soprattutto la vendita di suonerie. Però anche le major vogliono dire la loro

Sono al momento in corso le trattative tra Apple e alcune etichette musicali (quali siano non è possibile saperlo per motivi di riservatezza) intorno alle molte novità per il prossimo modello di iPhone, novità che dovrebbero essere lanciate al pubblico il 9 Giugno.

Sarebbe la Developers’ Conference, dunque, il luogo designato all’annuncio da parte di Steve Jobs degli accordi raggiunti con le etichette, accordi che sembra ruoteranno molto intorno alla vendita di suonerie, un business molto redditizio (poichè costano quanto un brano) che Jobs vorrebbe espandere anche oltre il semplice ringtone. Ad essere oggetto di trattativa pare infatti siano anche i ringback, cioè la musica che sentirebbe chi sta chiamando invece del classico “tuuuuu”.

Quello delle suonerie è un mercato che si stima diventerà centrale nel prossimo futuro, specialmente quello dei ringback tones che per il 2010 IDC prevede sarà la più grande fonte di reddito del settore mobile entertainment, anche in virtù del fatto che le suonerie possono costare tra i due e tre dollari.

Inoltre è in ballo anche tutto il mercato del download musicale da iTunes via mobile. Con le nuove potenzialità di connettività 3G che saranno inserite nel nuovo iPhone infatti il download da internet sarà una realtà, o quantomeno una possibilità concreta che Apple potrebbe subito sfruttare in associazione con iTunes, ma per arrivare a ciò è necessario l’accordo con le major (le quali vorrebbero far pagare di più raccogliendo il vantaggio derivante dal carico emozionale che potrebbe portare l’utente all’acquisto immediato in mobilità).

È dunque questa anche una buona occasione per le major per insistere su un loro pallino di vecchia data: la flessibilità dei prezzi. iTunes è rimasto infatti l’unico music store a vendere tutte le tracce alla medesima cifra (99 centesimi) senza fare differenze tra brani più nuovi e più vecchi come vorrebbero le etichette. Ora però il suo principio incrollabile pare incrinabile dopo che il music store ha messo in vendita gli show televisivi HBO ad un prezzo maggiore degli altri.

Tutto ciò va annotato ricordando come da tempo la Universal Music Group tampini Apple per collaborare ad un modello di vendita in bundle simile a Comes With Music di Nokia, cioè la vendita di un iPod a prezzo maggiorato con abbinata la possibilità di scaricare tutta la musica che si vuole in un determinato lasso di tempo.

Se vuoi aggiornamenti su Jobs tratta con le major, si parla di iPhone inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://www.simonegianni.it Simone

    Sono probabilmente l’unico nel mondo occidentale a non aver mai comprato una suoneria per cellulare, e sinceramente me ne vanto. Mi rifiuto di pagare 2 euro per avere una musichetta, musichetta che fra l’altro non capisco perchè dovrei pagare su un cellulare come l’iphone che è anche un ipod, e quindi contiene i miei MP3 fra cui alcuni regolarmente comprati su itunes.

    In definitiva, credo che la Apple stia (come molte altre grandi case di cellulari hanno fatto i passato) prendendo per stupidi i propri clienti, come se non capissero che far partire un mp3 quando arriva una chiamata è un gioco da ragazzi, e sperando che questi (i clienti) come pecoroni deficienti accettino di pagare 3 euro per la suoneria.

  • Clod

    Quoto Simone.

    Aggiungo che è ormai arrivata l’evoluzione e che le vecchie regole di mercato sono da cambiare perchè la tecnologia è più avanzata e moderna alle tendenze degli utenti di oggi.La major in primis e tutta l’industria dell’intrattenimento digitale (softwarehouse,discohouse ecc)con le battaglie verso il P2P stanno invece imponendo dei vecchi modelli commerciali, imponendo e impedendo che la tecnologia faccia il suo corso e, dato che sentono minacciata la loro esistenza, battono e corrompono chiunque fino al controllo sistematico di cosa faccia un utente con i prodotti regolarmente acquistati e cosa faccia nella rete, tentando di costringere i provider a controllare tutte le attività degli utenti.
    A parte che non condivido il pericolo che le major possano sparire, hanno davanti a sè uno strumento di diffusione usato da tutti, diffusissimo e vogliono distruggerlo perchè vogliono controllare tutto e tutti su cosa e come vengono usati i loro prodotti, soprattutto se vengono comprati. Il fatto è che la tecnologia si è sviluppata ed evoluta rapidamente e per quanto BSA, FIMI,RIAA,IFPI e compagnia tentino di fermare il P2P, purtroppo non lo fermeranno perchè, appunto, è usato da milioni e milioni di persone e il controllo totale, spiare le attività degli utenti non è la soluzione, come questa repressione che stanno facendo, sapendo benissimo che le cose sono destinate a cambiare per logica e razionalità perchè non possono mandare tutti i milioni di utenti scaricatori in prigione,anche se il loro scopo è proteggere i propri guadagni.Devono cambiare mentalità e modalità, cioè cambiare le regole.Inoltre c’è la soluzione inserendo un canone nell’abbonamento internet a chi dichiara di usare il P2P, in questo modo chi usa il P2P pagherà una data somma flat per poter scaricare tutto, se consideriamo che milioni e milioni di utenti scaricano, anche già una somma di 5 euro moltiplicata al mese per tutti gli utenti fanno già una discreta quantità di soldi.Anziché sbaragliare The Pirate Bay, Mininova, TorrentSpy, Demonoid ecc dovrebbero sfruttare i motori torrent e il P2P per diffondere i contenuti e facendo una flat per il P2P, continuando a vendere comunque i prodotti come cd, dvd video ecc.Vorrei sapere una bella opinione da Enzo Mazza. Non favorisco la pirateria illecita che fa profitto e neanche mi piace usare il P2P sia chiaro.