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Cisco nega il ruolo di censore in Cina

Cisco ha negato il suo coinvolgimento nell'assistere le autorità cinesi nel loro obiettivo di bloccare l'accesso su Internet a contenuti antigovernativi. L'accusa parte da un documento redatto nel 2002 da un tecnico della società

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Cisco Systems ha manifestato di fronte alla Commissione Giudiziaria del Senato la sua totale estraneità all’accusa di aver assistito il ministero della Pubblica sicurezza di Pechino nel bloccare l’accesso su Internet a contenuti ritenuti antigovernativi, con particolare riferimento al culto del Falun Gong. La prova del coinvolgimento della società nella vicenda risiederebbe, secondo un ufficiale del Global Internet Freedom Consortium, all’interno di un documento PowerPoint redatto nel 2002 da un tecnico della società e mirato ad illustrare al governo cinese come impedire l’accesso sul Web «al Falun Gong e ad altri elementi ostili».

Secondo Cisco si tratta di un malinteso creato dall’autore della presentazione, un tecnico dal quale la stessa società prende le distanze, ribadendo come il documento «non rappresenti i principi, i punti di vista, le strategie di marketing e di vendita o l’approccio di Cisco». Il vice presidente senior di Cisco Mark Chandler ha inoltre sottolineato come i prodotti realizzati dalla sua società non siano mai stati progettati per assecondare il desiderio di censure politiche: «gli strumenti all’interno dei nostri prodotti, e che abilitano il filtraggio dei siti, sono gli stessi in tutto il mondo, sia che siano venduti ad enti governativi, o a compagnie o a operatori nel campo del networking. […] Le stesse funzioni, senza le quali Internet non potrebbe funzionare, possono sfortunatamente essere utilizzare dagli amministratori di rete a scopi politici. Cisco non è un service o un fornitore di contenuti e neppure un gestore che può controllare l’utilizzo di tali funzioni ».

Il Falun Gong rappresenta un movimento spirituale fondato da Li Hongzhi, basato sulla coltivazione e sulla pratica del corpo e della mente. Pur essendo una disciplina estremamente popolare, è sempre stata perseguitata dal governo cinese in quanto accusata di essere un vero e proprio movimento a struttura gerarchica atto a istigare il culto e la venerazione del suo fondatore, il quale avrebbe così raccolto una vera e propria fortuna. Le autorità giudicano il Falun Gong una vera e propria minaccia alla stabilità sociale e alla robustezza dello stesso governo, motivo che spiega l’intensa attività censoria nei suoi riguardi da parte delle autorità governative.

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