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Microsoft, lo sconto non è impossibile

Microsoft ha chiesto uno sconto sulla maxi multa alla Commissione Europea, ma in pochi sembrano credere nelle possibilità dell'appello. A crederci, però, c'è un personaggio eccellente: Bo Vesterdorf, colui che per primo si è pronunciato contro Microsoft

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La vicenda legale che ha visto la Commissione Europea e Microsoft su due versanti opposti sembra non avere fine. Dopo sentenze, multe, appelli e ricorsi respinti, dalla Commissione sembrava giunta la parola “fine” e i titoli di coda stavano ormai passando da settimane su quella passata alla storia come la multa più onerosa firmata dall’antitrust per una azienda operante sul territorio del vecchio continente. Poi uno stop improvviso e inatteso, che in queste ore assume però un significato particolare.

Quando tutto sembrava concluso, infatti, Microsoft ha portato alla Commissione Europea un nuovo appello. Questa volta non si chiede una revisione della sentenza, né ci sono proclami di innocenza. Microsoft, semplicemente, ha chiesto uno sconto sulla pena sperando che la Commissione, apprezzando il lavoro svolto dal gruppo per venire incontro alle istanze degli accusatori, possa adoperare una maggior benevolenza rispetto al passato accordando un aggiustamento della cifra record accumulata con le varie multe inflitte.

Fin da subito l’appello è parso debole, quasi improvvisato. Da più parti si è suggerito come difficilmente la Commissione potrebbe rivedere la quantificazione della multa “restituendo” in parte quanto comminato al gruppo di Redmond. Ora però Microsoft sembra aver trovato un avvocato difensore d’eccellenza: Bo Vesterdorf, Presidente della Corte di Prima Istanza, colui il quale per primo a suo tempo si era pronunciato contro Microsoft nel processo che ha iniziato tutta la querelle.

Vesterdorf, il quale oggi non ha più voce in capitolo nella vicenda, ha spiegato ai microfoni Reuters di essere rimasto stupido per il dimensionamento della multa. Non solo: lo stesso Vesterdorf si esprime senza mezzi termini a favore di Microsoft spiegando che il caso è stato un caso «inusuale» e che per questo motivo chi dovrà analizzare l’appello dovrebbe ammorbidire il peso della sanzione. Una opinione del genere, pur se di nulla utilità nel concreto, può però contribuire a ricreare un clima favorevole ad una sentenza “bonaria” nei confronti della parte ricorrente.

L’ultima giornata a Wall Street si è chiusa in positivo per il gruppo, ma in tale valutazione il ricorso alla Commissione Europea non ha presumibilmente significato troppo. Ben più significativo, piuttosto, è l’abbandono di Edward Kozel dal board di Yahoo, i cui rappresentanti scendono ora da 10 a 9. Trattasi di una mossa particolarmente significativa a pochi giorni dal rinnovo del team alla guida del gruppo di Sunnyvale, giorni in cui lo scacchiere che porta a Microsoft potrebbe veder muoversi altre pedine strategiche.

Update
Il meeting annuale Yahoo, previsto per il 3 giugno, è stato posticipato a fine mese a causa delle dimissioni di Kozel (uno dei più attivi nel promuovere la cessione). È questo sintomo di evidente difficoltà all’interno del board. La comunicazione ufficiale alla SEC indica la volontà di Kozel di lasciare già in febbraio, decisione però posticipata in attesa di notizie sul versante Microsoft.

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