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Microsoft, niente più scanning nelle biblioteche

Microsoft rinuncia improvvisamente al proprio progetto di digitalizzazione dei volumi bibliotecari. Live Search Books, lanciato per osteggiare una omologa iniziativa Google, muore così dopo pochi mesi nel contesto di un cambio di strategie per la ricerca

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«Oggi informiamo i nostri partner che sospendiamo i progetti Live Search Books e Live Search Academic e che entrambi i siti verranno spenti entro la prossima settimana. Libri e pubblicazioni scolastiche rimarranno integrate nei risultati delle ricerche, ma non attraverso indici separati».

Un semplice post sul blog di Live Search, firmato Satya Nadella, e la parola fine scende su uno dei servizi più discussi e battagliati degli ultimi anni. Google, infatti, è stato il primo gruppo a portare i propri crawler nelle biblioteche ed il lavoro di indicizzazione di milioni di pagine ha reso evidente come presto gran parte del sapere racchiuso nelle biblioteche sarebbe stato fagocitato dai database di Mountain View. Microsoft ha però saputo catalizzare il malcontento di parte degli editori proponendosi per qualche tempo come unica e valida alternativa a Google. Qualche buon risultato, molto rumore, poi il knock out improvviso: Microsoft annuncia di voler lasciare ufficialmente la presa sul servizio e, nonostante il malcontento inevitabilmente generato sui partner, abbandona il campo.

Microsoft spiega inoltre con una certa franchezza quelli che sono i motivi alla base dell’abbandono: il servizio non è economicamente sostenibile nel lungo periodo e pertanto il gruppo, focalizzato a trovare il miglior approccio nella competizione a Google, non intende proseguire oltre. Microsoft, infatti, ricorda di aver appena accentuato il proprio impegno in una direzione maggiormente verticale del proprio Live Search, con una particolare focalizzazione sul profilo più commerciale della cosa. «Pensiamo che la prossima generazione della ricerca contempli lo sviluppo di un modello di business sostenibile per i motori, i consumatori ed i partner per i contenuti».

L’abbandono della scannerizzazione dei libri rappresenta un segnale forte di come Microsoft abbia, in un modo o nell’altro, preso decisioni forti per osteggiare la crescita di Google nel lungo periodo. Se l’affare Yahoo non è andato in porto, insomma, a Redmond si intende comunque perseguire una strategia stilata a tavolino per passare alla prossima sfida e non farsi trovare impreparati dallo sbilanciamento di forze che Mountain View può giocare a proprio vantaggio.

Google, nel frattempo, risponde nel segno della continuità: il motore numero uno al mondo non avrebbe alcuna intenzione di fermare il proprio progetto bibliotecario e la scannerizzazione dei libri, pertanto, continuerà senza che la mossa Microsoft cambi alcunché nei piani già da tempo avviati.

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