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Il 40% degli utenti usa il motore di ricerca impostato di default

E’ notizia di poche ore fa il fatto che sui computer HP in distribuzione dal 2009 nel nord America il motore di ricerca di default sarà Live Search. L’accordo segue identiche mosse operate in passato da Google e Yahoo per accaparrarsi utenza. Ma c’è un dato che merita una nota di rilievo: il 40% degli [...]

E’ notizia di poche ore fa il fatto che sui computer HP in distribuzione dal 2009 nel nord America il motore di ricerca di default sarà Live Search. L’accordo segue identiche mosse operate in passato da Google e Yahoo per accaparrarsi utenza. Ma c’è un dato che merita una nota di rilievo: il 40% degli utenti usa il motore di ricerca proposto di default, senza cambiarlo. Insomma, accetta le impostazioni di fabbrica senza pensarci su. Passivamente.

Una cifra del genere costringerebbe a 1000 riflessioni. Chi vuole può sottolineare il fatto che Microsoft su questa passività ha costruito un impero. Chi vuole può rilevare il fatto che la “massa” è meno intelligente di quanto si potrebbe auspicare. Chi vuole può rilevare il fatto che gli strumenti più avanzati debbono comunque saper abbracciare anche le “fasce basse” se vogliono macinare numeri di rilievo.

Ognuno tragga le conseguenze che meglio crede, ma il numero proposto è davvero importante: il 40% degli utenti usa quel che gli viene dato in mano. Pensa, insomma, che tale diritto sia un merito, e che dunque tali strumenti siano i migliori. L’utente “medio” non sa che dietro ci sono accordi milionari, ignora questi meccanismi. E si fida.

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  • dvign72

    Beh, può essere anche possibile che le impostazioni di default vadano bene così come sono! Ad esempio su IE7 ho modificato la ricerca su google, mentre su FireFox ho mantenuta quella di default, questo sia in ufficio che a casa. A casa ho anche Safari (default su google).
    Quindi 5 browser: 2 modificati e 3 default

  • Sbalky

    Senza dover tirare in ballo l’intelligenza, l’utente medio, invece che fidarsi, potrebbe semplicemente ignorare la presenza di alternative.
    E dopo tutto, se quando fa una ricerca trova quello che cerca, chi glielo fa fare di pensare e cercare l’alternativa?
    Se non vi è ragione di necessità è solo una lotta ideologica fra fazioni pro o contro il tal produttore.

  • Enzo

    Condivido che il dato fornito da Giacomo Dotta induca a mille riflessioni: ignoranza,pigrizia,ingenuità? Una cosa è certa: la diffusione del computer non è certo proporzionale alla sua conoscenza tecnica da parte dell’utente medio. In parole povere: la stragrande maggioranza degli utenti si guarda bene dal “toccare” quel che trova mentre, di converso, è attratta da dati tecnici quali, ad esempio, la frequenza del clock e/o la capacità dello hard disk per un uso assai prossimo alla sostituzione della macchina da scrivere. Qui si potrebbe davvero aprire un ampio discorso, ma resta la conclusione di Dotta: l’utente medio non sa cosa c’è dietro, quindi si fida.