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Presunta evasione fiscale per Google Italia

La Procura di Milano avrebbe concluso le indagini su una presunta evasione fiscale di 50 milioni di Euro da parte di Google Italia. Per Mountain View, la vicenda sarebbe il semplice frutto di un equivoco, ma si avvicina lo spettro del rinvio a giudizio

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Non sembrano giungere buone notizie da Milano per Google. La Procura del capoluogo lombardo avrebbe, infatti, concluso da poco le indagini su un paio di dirigenti di Google su cui penderebbe una accusa di presunta omessa dichiarazione fiscale. Stando alle prime indiscrezioni, l’indagine riguarderebbe gli anni fiscali tra il 2002 e il 2006, periodo in cui sarebbero stati nascosti al fisco circa 240 milioni di Euro, evadendo così circa 50 milioni di Euro.

A comunicare l’avvenuta conclusione delle indagini è stata l’agenzia di stampa Reuters secondo le cui fonti i due manager in questione sarebbero Kent Walker e Graham Law, rispettivamente rappresentanti di Google California e Google Irlanda all’epoca dei fatti contestati dalla Procura. Entrambi i dirigenti sarebbero stati accusati di omessa dichiarazione dei redditi e potrebbero affrontare presto una richiesta di rinvio a giudizio.

Appresa la notizia, la società del più utilizzato motore di ricerca del Web ha prontamente diramato un comunicato per chiarire la propria posizione e offrire massima collaborazione alle autorità giudiziarie italiane. «Questo tipo di verifiche sono molto comuni nel caso di società multinazionali come Google; la nostra sede principale europea è in Irlanda mentre negli altri paesi siamo presenti solamente con dei centri operativi. Google paga le imposte in tutti i paesi in cui è presente, inclusa l’Italia» ha precisato la società di Mountain View.

Stando alle prime informazioni, sotto accusa sarebbero le due società estere cui Google Italia avrebbe versato i propri proventi, mascherando così in parte il volume di affari e guadagni generati dalla web company nel Bel Paese. Un articolato rapporto della Guardia di Finanza spiegherebbe nel dettaglio le attività poco chiare della sede italiana di Google, che avrebbe sfruttato la sede mondiale californiana e quella europea in Irlanda per trasferire parte dei propri proventi non comparsi nelle dichiarazioni al fisco italiano tra il 2002 e il 2006.

Per la società di Moutain View, le possibili irregolarità ravvisate dalla Procura di Milano sarebbero il semplice frutto di un fraintendimento, probabilmente legato alla complessità della gestione fiscale delle varie controllate di Google. La chiusura delle indagini sembra avvicinare comunque il momento del rinvio a giudizio della società del motore di ricerca, che potrebbe dunque fornire nuovo materiale per chiarire quanto prima la sua posizione nei confronti del fisco italiano.

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