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Business writer, questo incompreso

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Un dolore lancinante lo fece sussultare nel letto, boccheggiando in piena notte. Dalla stanza accanto, la lucina blu del suo PC ancora acceso lo scrutava impaziente.

Fu solo questione di un attimo. L’idea, affioratagli in mente con la velocità di un lampo, ebbe il tratto distintivo di un’epifania. Nessun indugio. Sapeva che per sfuggire al suo malessere doveva tornare… a scrivere.

Sembra un prologo di un romanzo horror, vero? La cosa curiosa però è che questa situazione potrebbe rispecchiare la realtà più di quanto voi crediate.

Di cosa, o di chi, stiamo parlando esattamente?

Del business writer naturalmente, meglio conosciuto come Web writer professionista, figura professionale saltata alla ribalta del Web da pochi anni, anche se le sue prerogative sono note da tempo in ambito aziendale. Una volta si parlava perlopiù di comunicatore di impresa oppure di media planner, quando la tipizzazione del canale di comunicazione non era così accentrata e di nicchia.

Il Web, quindi, ha dato vita a questa nuova figura professionale, affiancandola a tante altre nei differenti settori di appartenenza. Ma non è tutto oro quello che luccica.

La professione del business writer è dura, fatta di sacrifici e talvolta non mantiene le promesse fatte. Dato il continuo turn over di prodotti veicolato attraverso la rete, bisogna essere continuamente aggiornati sulle novità, essere ricettivi ai cambiamenti repentini dei mercati, conoscere almeno un’altra lingua e naturalmente essere “bravini” nello scrivere.

Tutto questo può portare, nel tempo, all’insorgenza di piccoli malesseri psicosomatici dovuti all’ansia “da prestazione” come mal di testa, vertigini, affaticamento o addirittura svalutativi come depressione, disitima, ecc. Inutile dire che a farne le spese, oltre a voi, c’è anche la vostra creatività.

Quindi attenzione, rispettate gli impegni assunti ma senza strafare. Per migliorare talento e creatività, possono venirci in aiuto i suggerimenti di chi questo lavoro lo fa di mestiere. In rete ci sono un’infinità di manuali e siti sull’argomento ma ho trovato veramente interessante il lavoro svolto da Alessandro Lucchini e Paolo Carmassi. Il primo è anche autore dell’ottimo libro “Business Writing” edito da Sperling & Kupfer.

Sul loro sito, dal nome che sembra tutto un programma, dedicato al Web writing, potete trovare alcuni suggerimenti utili per intraprendere questa bellissima professione.

Un’ultima dritta: se non volete finire come il personaggio del nostro prologo, in preda alla compulsività dello scrivere, trovate un metodo e seguitelo meticolosamente, senza abbattervi al primo ostacolo: la musa ispiratrice verrà a farvi una visita provvidenziale a tempo debito, ne sono certo.

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