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Intel presenta i nuovi chipset serie 4x

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In occasione del Computex in corso di svolgimento a Taipei, Intel ha ufficialmente presentato i nuovi chipset serie 4x per schede madri socket LGA 775.

La nuova famiglia, nota con il nome in codice Eagerlake, è formata da quattro chipset, due rivolti alla fascia Performance PC (P45 e G45) e due alla fascia Mainstream PC (P43 e G43).

I chipset G4x integrano il sottosistema video Graphics Media Accelerator X4500 con supporto a DirectX 10, HDMI, DVI, DisplayPort e, solo per la versione HD presente nel G45, accelerazione hardware H.264 e VC-1 per la decodifica dei flussi video ad alta definizione. Il G45 (che sostituirà il precedente G35) supporta un massimo di 16 GB di memoria DDR2-800 e DDR3-1066, mentre il G43 (che sostituirà il G33) solo 8 GB.

I chipset P4x si differenziano principalmente per il numero di slot PCI Express x16 in versione 2.0: uno per il P43, due per il P45 (evoluzione del precedente P35) con supporto alla tecnologia ATI Crossfire. Entrambi permettono di installare fino a 16 GB di memoria DDR2-800 e DDR3-1066, ma probabilmente alcuni produttori certificheranno il suppporto anche per la DDR3-1333.

Le altre caratteristiche tecniche sono comuni a tutti i chipset della serie, ovvero supporto completo ai processori Intel Core 2 Duo e Quad con FSB fino a 1333 MHz e, grazie alla presenza del nuovo southbridge ICH10/ICH10R, supporto a 6 slot PCI Express x1, 4 slot PCI, 12 porte USB 2.0, 6 porte SATA II con RAID 0/1/5/10, eSATA, Gigabit LAN e High Definition Audio (Azalia).

È stato eliminato il supporto alle periferiche “legacy”, cioè agli standard PATA e PS/2, anche se i produttori di schede madri potranno aggiungerli tramite chip esterni al chipset.

Resta da vedere la vera utilità di questi nuovi chipset, dato che per la fine dell’anno, Intel introdurrà la nuova architettura Nehalem con il processore Bloomfield e i nuovi chipset X58 (Tylersburg). Inoltre, considerate le minime differenze rispetto ai chipset della serie 3x, sei mesi circa di “vita” sembrano decisamente pochi per convincere gli utenti ad aggiornare i propri PC.

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