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Il Neo Geo, il “nuovo mondo” dei videogames

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Il Neo Geo è una di quelle console che può vantarsi di aver lasciato un segno nella storia dei videogames. Non tanto per il numero di pezzi venduti, quanto per il fatto che per la prima volta i giochi da sala e quelli con cui ci si poteva divertire nel salotto di casa erano identici sotto ogni aspetto. Le caratteristiche hardware erano, infatti, le stesse e non c’era quindi alcun bisogno di eseguire delle conversioni.

Anche se la SNK aveva classificato il proprio prodotto come console a 24 bit, in realtà si trattava di una macchina multiprocessore 8/16/32 bit. Il nome scelto dai produttori era emblematico: Neo Geo, ovvero nuovo mondo. E questa macchina apriva davvero nuovi orizzonti, segnando il passaggio fra la quarta e la quinta generazione di console.

Per molti anni, nell’ambito dei games in 2D, la sua grafica sarebbe stata destinata a tenere testa a quella delle più potenti Playstation, Dreamcast e Playstation 2. Questo è uno dei motivi che ha garantito al gioiellino della SNK una longevità senza eguali: ben 15 anni (1989 – 2004), un periodo impensabile nell’effervescente mercato dell’intrattenimento videoludico. Le sue peculiarità hanno fatto del Neo Geo una delle console più “emulate” di sempre e che conta ancora oggi un gran numero di appassionati.

La tecnologia del Neo Geo entrò nel mondo delle sale giochi nel 1989 e si diffuse rapidamente. I motivi del successo della versione arcade (denominata MVS, ovvero Multi Video System) erano essenzialmente due: le sue schede avevano un costo inferiore rispetto a quelle delle altre software house ed era più facile cambiare gioco, dal momento che bastava semplicemente sostituire la cartuccia. L’anno dopo la SNK introdusse la sua creazione nell’ambito delle utenze domestiche, la cosiddetta versione AES, acronimo di Advanced Entertainment System. I prezzi, per la verità, erano decisamente proibitivi: quasi 600 dollari per la console e circa 200 per ogni cartuccia.

Successivamente fu anche immessa sul mercato una versione che supportava software su CD. Il Neo Geo tradizionale e il Neo Geo CD erano del tutto identici, se non per il fatto che quest’ultima versione aveva dei tempi di caricamento un po’ lunghi.

Una curiosità riguardo l’inconfondibile grafica di questa macchina: i giochi non usavano sempre i tradizionali sfondi statici o a livelli di parallasse. I fondali potevano anche essere disegnati da sprite. Ciò era consentito dal potente (per l’epoca, si capisce) processore principale a 12 Mhz, alleggerito nelle sue funzioni da un secondo processore a 4 Mhz dedicato al controllo dell’audio.

Fra i titoli più famosi ne ricordiamo alcuni che sono sopravvissuti al Neo Geo, generando vere e proprie saghe continuate poi su altre console, soprattutto su Playstation 2 e Xbox: Metal Slug, e The king of fighters.

Il Neo Geo è per gli appassionati un oggetto di culto. La maggior parte delle sue cartucce può essere acquistata per pochi soldi sui siti di aste online, ma le più rare riescono a raggiungere quotazioni ragguardevoli.

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