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Il Web 2.0 conquista anche la CIA

Il progetto Intellipedia, che mira a fornire i dipendenti di 16 agenzie governative di strumenti di comunicazione 2.0, sta riscuotendo sempre più successo e sta dimostrando come la condivisione migliori l'informazione a qualsiasi livello la si applichi

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Le dinamiche usate per la veicolazione delle informazioni tipiche del web 2.0 sono importanti anche per la CIA. A confermarlo nel loro keynote all’Enterprise 2.0, il convegno internazionale sul tema, sono Sean Dennehy e Don Burke, i due fondatori di Intellipedia il progetto di comunicazione innovativa dell’agenzia segreta statunitense.

L’obiettivo anche per loro è portare la comunicazione fuori dai canali privati come le email e dentro le comunità come nei wiki, ed è ciò che hanno cominciato a fare appunto con Intellipedia, un progetto non aperto al pubblico partito nel 2006 e ancora nelle sue fasi iniziali, ma che si sta facendo distinguere per come allarga e riadatta le dinamiche vincenti della rete. Mentre inizialmente si trattava di un wiki basato sul medesimo software di Wikipedia, il progetto si è ora allargato a comprendere altri strumenti 2.0 come l’IM (grazie a Jabber), un sistema di tagging, i feed e un proprio servizio di videosharing simile a YouTube.

La convinzione dei fondatori è che in un mondo come quello della CIA, la condivisione della conoscenza sia fondamentale. In Intellipedia esistono tre tipologie di contenuto: non classificato, segreto e top secret. Tutti i dipendenti delle 16 agenzie governative che aderiscono al progetto sono abilitati ad avervi accesso, ma solo alcuni sono abilitati a scrivere o editare le singole voci, ma soprattutto è la parte relativa alle discussioni su eventuali modifiche che costituisce il cuore dello scambio e dell’aumento di valore delle informazioni.

In più, rispetto a Wikipedia, la versione della CIA ha un sistema di tracking delle attività di chi ha editato o scritto una voce, un modo di verificare le informazioni o controllarne le fonti, cosa fondamentale nell’intelligence: «Questo ha aumentato la collegialità tra i colleghi» ha spiegato Dennehy, come riporta ComputerWorld: «Ora quando vedi qualcuno che modifica o contribuisce ad una voce, puoi controllare dove lavori, a cosa si interessi, rendendoci più una comunità di analisti che una di agenzie».

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