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L’UE sposa l’Open Source e gela Microsoft

Il Commissario europeo alla concorrenza ha sottolineato i vantaggi dei programmi aperti rispetto al software proprietario, invitando società e Stati membri dell'UE a privilegiare l'open source. In filigrana, il riferimento a Microsoft sembra inevitabile

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«Cittadini o società non dovrebbero essere costretti o incoraggiati a scegliere tecnologie chiuse rispetto a quelle aperte». Sembra non avere dubbi in proposito Neelie Kroes, principale responsabile per l’antitrust della Unione Europea. La dichiarazione, affermata nel corso di una conferenza dell’OpenForum Europe, si configura come una doccia fredda per Microsoft, da tempo impegnata in sede europea a giustificare il proprio operato e a rispondere alle numerose accuse di abuso di posizione dominante per i suoi software proprietari.

Nel suo intervento, Kroes ha ribadito come la scelta di adottare software open source possa essere altamente vantaggiosa non solo per le istituzioni pubbliche, tenute a ottimizzare risorse e spese per investire correttamente i soldi dei cittadini, ma anche per le società, interessate ad aumentare produttività ed efficienza senza veder lievitare i loro costi. «So riconoscere una scelta intelligente negli affari quando ne vedo una. Scegliere gli standard aperti è un’ottima scelta per il business» ha affermato Neelie Kroes, ribadendo la propria fiducia nei programmi aperti.

Secondo il Commissario europeo, le istituzioni pubbliche del vecchio continente dovrebbero dare il buon esempio, privilegiando l’open source ai programmi dotati di licenze proprietarie. Kroes ha invitato i 27 Stati membri a intensificare il loro impegno, sviluppando politiche interne tese a preferire gli standard aperti quando essi presentano inequivocabili vantaggi rispetto al software proprietario.

Nel corso dell’intero intervento, Kroes ha sempre evitato accuratamente di nominare Microsoft, ma il riferimento alla società di Redmond è parso evidente in numerosi passaggi del discorso. La responsabile dell’antitrust europeo ha, per esempio, ricordato le recenti vicende legate all’ISO e alla promozione di due differenti standard per i documenti legati alla produttività. Risultato di forti pressioni commerciali, la decisione dell’ISO ha dimostrato la relativa fragilità dell’istituzione, cui la stessa Kroes si è offerta di correre in aiuto: «Nel caso in cui abbiano bisogno di un po’ d’aiuto per rendere più rigide le loro regole per evitare di essere manipolati da stretti interessi commerciali, o per elaborare nuovi regolamenti, avranno il mio pieno supporto».

Un’ultima stoccata finale, il Commissario l’ha poi riservata per l’ipotizzata estensione dei brevetti in ambito informatico. Secondo Kroes, gli stati europei dovrebbero valutare con estrema attenzione una simile possibilità, che in alcuni casi potrebbe rivelarsi controproducente per l’innovazione tecnologica e per gli utenti finali.

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