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Provider USA alleati contro la pedopornografia

Tre dei principali Internet provider americani hanno deciso di comune accordo di bloccare l'accesso ai newsgroup e ai siti contenenti materiale pedopornografico. Una operazione innovativa che per decollare avrebbe, però, bisogno di ulteriori adesioni

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Il procuratore capo di New York Andrew Cuomo continua la sua battaglia contro la dilagante diffusione di materiale pedopornografico all’interno della grande rete. Dopo aver puntato il dito contro Facebook affinché tutelasse con maggior vigore la sicurezza dei suoi utenti più giovani, Cuomo è riuscito ad ottenere la partecipazione di tre dei principali provider Internet americani ad una operazione volta a bloccare attivamente il fenomeno della pedopornografia alla sua radice.

Verizon, Sprint e Time Warner Cable opereranno infatti di comune accordo per bloccare l’accesso ai newsgroup rei di diffondere immagini pornografiche con minori e ripulire i loro server dai siti Web contenenti tale tipologia di materiale. Una operazione innovativa, che vede finalmente la partecipazione attiva di chi fornisce direttamente l’accesso al Web, ma che per il momento fatica a raccogliere adesioni.

Una indagine condotta segretamente dall’ufficio del procuratore generale di New York ha messo in evidenza come la principale sorgente di materiale pedopornografico sia rappresentata dai newsgroup, attraverso la possibilità di allegare immagini ai messaggi. Sono 88 i gruppi di discussione incriminati, per un totale di 11.390 immagini a carattere sessuale al cui interno vengono ritratti minorenni. In alcuni casi sono stati riconosciuti ragazzi scomparsi o rapiti, mentre in altri le foto rappresentano atti sessuali con animali. Per combattere al meglio tale tipologia di newsgroup, gli ISP si baseranno sui dati raccolti dal National Center for Missing & Exploited Children (NCMEC), ente dedito alla registrazione e scoperta dei siti illegali.

Come parte dell’accordo con Cuomo, Verizon, Time Warner Cable e Sprint verseranno un fondo pari a 1,25 milioni di dollari, allo scopo di aiutare l’ufficio del procuratore e il NCMEC nella loro lotta contro la pedopornografia su Internet. «Si tratta di un grande passo avanti nella lotta contro la pedopornografia», ha dichiarato Ernie Allen, chief executive officer del NCMEC. «Il procuratore capo Cuomo ha sviluppato un sistema nuovo ed efficace per estirpare la pornografia minorile alla radice e impedire che si diffonda su Internet. Applaudo il procuratore capo per aver dato la massima priorità alla protezione dei minori».

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